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Una finale per ripartire: Detti si tuffa nel futuro

Andrea Masin
Una finale per ripartire: Detti si tuffa nel futuro

«Un buon rientro, mi sono divertito. E ora punto agli Europei». Settimo posto e rimpianti per Fangio: «Potevo far meglio...»

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LIVORNO. Ci sono campionati che passano alla storia. Altri che vanno alla grande. Ma ci sono pure campionati che, purtroppo, fanno meno rumore. Ciò non significa che il Mondiale di Budapest, per il nuoto labronico, sia stato negativo, anzi.

Non sono arrivate medaglie, è vero, ma la presenza dei livornesi in finale non è quasi mai mancata e già questo è un dato che strofina d’orgoglio tutto il movimento.

Gabriele Detti, dopo un biennio a dir poco tribolato, è tornato a nuotare nell’olimpo, strappando un 7° posto negli 800 stile libero in 7’47’’75 (lontano dal primato personale e dal 7’40’’77 che nel 2017, proprio a Budapest, gli permise di salire sul tetto del mondo). «La parola d'ordine era divertirmi e, finché ce l'ho fatta, mi sono piaciuto. Al di là del tempo che non è niente di particolare, torno a casa soddisfatto in vista degli Europei di Roma». Con la speranza adesso di una crescita che lo possa portare ai livelli dei giorni migliori visto che i mezzi ci sono tutti.

Finale mondiale nei 200 farfalla anche per Alberto Razzetti, campione iridato e d’Europa in vasca corta: il ligure, di stanza a Livorno agli ordini del tecnico federale Stefano Franceschi, ha chiuso al 7° posto (1’55’’52), dopo aver demolito il record personale in semifinale in 1’54’’87.

«Sono davvero felicissimo, avevo l'obiettivo di scendere sotto il tempo di '1'55. I titoli conquistati l'autunno scorso in vasca corta mi hanno senza dubbio trasmesso grande consapevolezza nei miei mezzi e ulteriori stimoli per migliorare le prestazioni . La finale è stata tosta, difficile, ma gareggiare nel frastuono della Duna Arena, col pubblico esaltato da Milak, mi ha emozionato ed è stata una sensazione davvero fantastica».

Per Razzetti anche un 9° posto nei 400 misti, di cui è stato finalista olimpico a Tokyo, e una semifinale nei 200 misti, nuotata 20 minuti dopo la finale dei 200 farfalla in 1’58.

L’abbonamento amaranto alla 7° posizione lo ha staccato anche Francesca Fangio, alla prima finale mondiale in nei 200 rana. La 27enne livornese ha chiuso in 2'25"08 (passaggio in 1'09"15), sottraendo un centesimo al tempo di qualificazione ma lontano dal suo record italiano di 2'23"06: «In semifinale pensavo di aver pagato molto l'ansia, ma evidentemente il tempo che valevo a questo punto della stagione era 2'25. In finale ero molto più serena, ma ugualmente non sono andata oltre».

Diciotto centesimi di troppo hanno estromesso la staffetta 4X200 stile libero dalle migliori 8 del pianeta; Matteo Ciampi miglior frazionista in 1’47’’27, Gabriele Detti 1’47’’89. Oggi, intanto, toccherà a Dario Verani nella 25 km di Lupa Lake.


 

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