Gioco
Verani sul tetto del mondo
Clamorosa impresa sui 25 chilometri del cecinese che si è formato a Livorno: «Non ci credo, poi me ne renderò conto». Il tecnico Antonelli: un premio al lavoro
LIVORNO. #MakeHistory. Facciamo la storia. E' questo lo slogan che ci ha accompagnato per tutto il Mondiale e che si sposa alla perfezione con l’impresa compiuta da Dario Verani, neo campione del mondo della 25 chilometri nelle acque di Lupa Beach. Un titolo inaspettato (e quindi ancor più magico…), per il semplice fatto che il ragazzone di Cecina (classe 1995) era alla sua prima maratona in campo internazionale. Una vittoria sudata. Lunga 25mila metri, che noi già facciamo fatica a scrivere, mentre a Verani (tesserato per il gruppo sportivo dell’Esercito e per la società civile Livorno Aquatics) permette di entrare nella leggenda del nuoto di gran fondo. Il sorpasso decisivo ai danni del francese Axel Reymond arriva a 100 metri dall’arrivo, per mezzo di una chiusura degna di un velocista di vasca a completare una fatica di 5 ore, 2 minuti, 21 secondi e 5 decimi: «Con il mio allenatore (Fabrizio Antonelli) avevamo in mente questa prestazione – ha commentato il caimano livornese – sono al settimo cielo, perché è andato tutto come volevamo. Sono rimasto ai piedi di Reymond, sapendo di avere qualcosa in più negli ultimi cento metri. La dedica di questo meraviglioso oro va alla mia famiglia, al Centro Sportivo Esercito e in particolare a Fabrizio. La 25 km è pura sofferenza, ti prova fisicamente e moralmente. Ma adesso avverto un senso di leggerezza", ha ribadito l'azzurro compagno di allenamento di Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza. Al tocco della piastra, fortissimo, l’urlo liberatorio e le braccia al cielo per i fotografi: «Mi servirà ancora qualche giorno per metabolizzare il tutto, non riesco a crederci. Sul podio ho guardato la medaglia e mi sono detto. E’ davvero mia? Davvero ho vinto io? Già lo scorso anno, con il bronzo nella 5 km proprio qua a Lupa Beach, pensavo di aver fatto qualcosa di incredibile, ma in realtà si trattava di un punto di partenza e la vittoria ne è la dimostrazione». Partito da lontano, prima seguito da Samuele Pampana e successivamente da Stefano Franceschi a Livorno, 3 anni fa Verani ha scelto Fabrizio Antonelli per compiere il definitivo salto di qualità nelle acque libere. Quel Fabrizio Antonelli, marito della livornese Martina De Memme, forgiato da ragazzino tra le corsie della piscina Camalich di via Allende prima come atleta e poi come allenatore. «Dario è un ragazzo splendido, puntuale, e la sua medaglia per me significa tanto. Rappresenta l’atleta baciato un po’ meno dal talento che vince con il lavoro e l'abnegazione».
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