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Livorno: chi è mister Collacchioni, l'uomo che guiderà gli amaranto

Alessandro Lazzerini
Livorno: chi è mister Collacchioni, l'uomo che guiderà gli amaranto

Lazzeri: «Vede il calcio a 360° ed è carico a molla, un predestinato». Pardini: «Eravamo ultimi, gli abbiamo dato fiducia e ci ha ripagati»

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LIVORNO. «È l’uomo giusto. Un allenatore preparato, con idee moderne ma che sa calarsi nella categoria. Livorno non poteva fare scelta migliore». Chi conosce bene Lorenzo Collacchioni come allenatore non ha dubbi: la società labronica ha fatto la scelta migliore.

Il nuovo allenatore del Livorno, che Marco Braccini e Gianni Califano hanno scelto con grande tempestività, al Picchi ha già impressionato da avversario con il San Miniato.

Il tempo di risolvere l’accordo che già aveva trovato con il Camaiore e ci sarà l’ufficialità sulla panchina amaranto.

L’identikit

Fiorentino, classe 1980, ha avuto una lunga carriera da calciatore partendo proprio con la maglia viola addosso. Zero presenze tra i gigliati ma un’esperienza negli anni di Cecchi Gori, da giovane che si affaccia alle prima squadra, al fianco di gente come Rui Costa e Batistuta, che rimane dentro per sempre. Poi un lungo girovagare per 15 anni tra Serie C e Serie D, con la Pistoiese come esperienza più importante, fino ad arrivare al Fucecchio dove poi ha cominciato anche la carriera da allenatore.

Dicono di lui

«Venne in bianconero da calciatore a fine carriera, ma ebbe tantissimi infortuni – racconta il patron del Fucecchio Luca Lazzeri – Avevamo la squadra Juniores messa male in classifica e così a metà anno gli proposi di iniziare ad allenare e lui accettò. Riuscì a salvare quella squadra e l’anno successivo addirittura vincemmo il campionato Elite andando alle fasi nazionali».

Da lì la scelta di promuoverlo in prima squadra nella stagione 2019/20. «Devo essere sincero: per me è un predestinato e in lui ci ho sempre visto un allenatore. Si vedeva già in campo che aveva una visione del calcio a 360° e che il suo futuro sarebbe stato in panchina. Non so poi che carriera potrà avere, ma è un allenatore moderno a cui piace giocare a calcio, ma che sa anche rapportarsi alla categoria. A livello di modulo con noi ha sempre fatto un 4-3-fantasia perché davanti poi variava molto. Ricordo che al primo allenamento con la Juniores si presentò dicendo ai ragazzi “preparatevi, sono logorroico e ossessivo compulsivo”. È molto meticoloso e attento ad ogni particolare, ma non è un esaltato come magari si può trovare in categoria. Per me è la persona giusta. Ci siamo senti, è carico a molla».

Dal Fucecchio al San Miniato, nell’ultima stagione conclusa al terzo posto in regular season con la finale playoff persa contro la Cuoiopelli. Un percorso in crescendo dopo un inizio horror che ha avuto la sua svolta proprio all’Ardenza. «La società ha avuto grandissima fiducia in lui – commenta Alessio Pardini, ds del San Miniato –. Eravamo ultimi nonostante una squadra ambiziosa, ma la società disse ai giocatori che l’allenatore era l’unica certezza fino alla fine della stagione. Abbiamo avuto pazienza e lo abbiamo aspettato, consapevoli delle sue capacità. Lo avevamo scelto per la stagione fatta a Fucecchio in cui riuscì a far rendere al meglio una rosa molto giovane e per le sue idee di gioco. Crede molto nel gruppo e nel lavoro quotidiano, ha voglia di crescere e credo sia la scelta giusta. Il suo trascorso da giocatore gli sarà utilissimo e per me ha il carisma giusto anche per una piazza unica per come Livorno. Che dovrà avere fiducia e un minimo di pazienza per credere nelle idee di calcio del mister. A sceglierlo è stato un profondo conoscitore di questo mondo come Braccini, una garanzia».

Dalle idee al campo. Da chi lo ha visto lavorare da fuori del rettangolo verde a chi invece è stato allenato direttamente da Collacchioni nell’ultima stagione come Luca Petri, terzino del San Miniato ed ex PLS. «Prepara gli allenamenti con grande meticolosità e mette grande attenzione sulla fase difensiva. Da ex difensore cura costantemente la retroguardia e i risultati si vedono perché siamo stati la difesa meno battuta. Allo stesso tempo però ama proporre gioco e dispone quasi sempre la squadra con tre attaccanti. Non è uno fissato su un modulo, abbiamo fatto spesso il 4-3-1-2, ma in base ai giocatori in campo ha scelto anche soluzioni alternative. Credo che il Livorno abbia fatto un ottimo acquisto, così come è perfetta l’idea di scegliere giocatori di categoria».


 

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