Gioco
Michele Gelsi, nel nome del figlio. «Livorno mio, è l’ora di vincere»
«Il Maccarese è pericoloso, ma la tecnica e il pubblico domani faranno la differenza»
LIVORNO Domenica scorsa a soffrire sui gradoni del ‘Galli’ di Tivoli, tra il caldo torrido e una vittoria che non arrivava, c’era anche Michele Gelsi. Il centrocampista elbano è uno che la maglia del Livorno l’ha indossata eccome, ritagliandosi un ruolo da protagonista assoluto nella stagione della storica promozione in Serie B con mister Jaconi. E che adesso, grazie al figlio Alessandro, è tornato vicinissimo a quella maglia che «è impossibile da scordare».
«Non ho mai lasciato la maglia del Livorno, qui ho trascorso anni bellissimi con compagni, o meglio amici, ed un mister che hanno reso tutto davvero indimenticabile. Mi ero un po’ allontanato per motivi di lavoro, ma sono sempre stato vicino col cuore. Ho sofferto come tutti nelle stagioni passate e adesso riesco a seguirlo in ogni passo grazie a mio figlio».
Quando le ha detto che sarebbe potuto venire a Livorno come ha reagito?
«Mi sono sentito di dargli solo un consiglio e gli ho detto ‘Livorno non te la far scappare’. Lui era già convinto da solo e quindi è stato tutto molto semplice. Sapevo che sarebbe stata un’occasione unica per crescere e quando ne parliamo mi dà ragione».
Poi c’è stato l’esordio...
«Ecco, a Castelfiorentino c’ero e non posso nascondere che mi sono commosso. Per un attimo con la mente sono tornato a vent’anni fa e poi ho collegato quella mia immagine ad Alessandro che era in campo. E’ stata un’emozione fortissima. Così come quando ha segnato all’Armando Picchi. Ma da padre ciò che mi fa più piacere è venire in città e sentir parlar bene di lui. E’ un qualcosa che si sta conquistando da solo senza lo zampino del padre».
Si rivede in suo figlio in qualche aspetto?
«Abbiamo caratteristiche diverse. Io ero più un metodista, mentre lui è più una mezz’ala di inserimento. L’unica cosa che ci accomuna è la generosità in campo».
Come valuta la sua stagione fin qui?
«Non credevo riuscisse a trasformare così la pressione che la maglia del Livorno mette. Dopo il primo impatto è riuscito a fare uno step importante. Nell’arco della stagione direi che ha dato un apporto più che positivo e la sua duttilità si è rivelata molto utile, anche se il difficile arriva adesso».
Come ha visto la squadra?
«A Tivoli faceva veramente caldo, come sarà anche domenica e quindi la condizione fisica conta davvero tanto. Il Livorno è andato un po’ a sprazzi e credo possa essere dovuto sia alle temperature che anche alla tensione che si respirava nell’aria. La delusione dei tifosi dopo il Tau è comprensibile, ma sono sicuro che domenica saranno al fianco dei ragazzi».
Che Livorno si aspetta di vedere? «In queste categorie ogni tanto serve più corsa che qualità. Il Livorno ha giocatori come Vantaggiato e Torromino, per dirne due, che hanno i colpi per poter risolvere le partite, quindi serve fare legna in mezzo al campo e riuscire a servire con i tempi giusti i giocatori d’attacco».
Che Maccarese ha visto?
«E' una squadra che palleggia bene, fino a quando non sono calati fisicamente mi hanno fatto un’ottima impressione».
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