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Livorno calcio, parla Pinzani: «Serve più rispetto per il nostro pubblico. Se firmo per il pari? Mai, voglio subito la D»

Raffaele Pinzani, direttore sportivo dell’Us Livorno, insieme al club manager Igor Protti

Il ds: «Vincere a Figline per festeggiare il 15 tutti insieme. La squadra è carica, faremo una grande partita»


06 maggio 2022 Alessandro Lazzerini


LIVORNO. Le settimane tranquille non fanno parte di questa poule promozione. Dieci giorni fa si parlava della squalifica di Torromino, mentre questa settimana è sorta la querelle biglietti per la trasferta di Figline. Secondo il Livorno, però, questo problema poteva essere risolto con molta tranquillità. «A noi non risulta che qualcuno abbia messo veti sul fatto di dare la tribuna principale ai tifosi del Livorno – dichiara il ds amaranto Raffaele Pinzani – i biglietti sarebbero stati più di 800 e si sarebbero risolti molti problemi. Poi è anche vero che ognuno a casa propria fa quel che vuole, ma io il rispetto per i nostri tifosi non lo chiedo, lo esigo».

Tifosi che sosterranno la squadra anche domenica, nonostante tutto.

«La nostra tifoseria si è sempre comportata al meglio durante la stagione e ha fatto felici tante società per il discorso legato agli incassi. Il fatto che domenica seguiranno in qualsiasi caso la squadra non mi stupisce e rende ancor più merito alla nostra gente. E capisco gli ultrà che magari faranno il tifo da fuori, così come gli sportivi che vorranno vedere la partita ed entreranno alla stadio».

Dopo l'andata, non c’era bisogno di nuove tensioni...

«I problemi dell’andata sono stupidate, legate ad atteggiamenti superficiali di chi non è abituato ad avere così tanto pubblico allo stadio. Per domenica invece è un discorso diverso. È una questione di organizzazione che non permette a una larga parte dei nostri tifosi di vedere la partita. Non sono legate le due cose».

Passiamo al campo. Come ha visto la squadra in settimana?

«I ragazzi sono molto sereni. Ci siamo allenati all’interno del nostro stadio e lo abbiamo fatto con grande concentrazione, ma anche con tranquillità. Sarà importante non ripetere gli errori dell’andata. Faremo una grande partita».

A Lucca invece che Livorno ha visto?

«Ho visto una squadra che aveva grande determinazione, ma allo stesso tempo ha giocato senza frenesia ed è la cosa che mi è piaciuta di più. All’intervallo, negli occhi dei ragazzi c’era la carica giusta, poi Vantaggiato ha fatto tre capolavori e tutto è stato più semplice. Voglio sottolineare anche la condizione fisica di una squadra che ha giocato con intensità per 90 minuti».

I cambi sono sempre un fattore per gli amaranto.

«Sono d’accordissimo. Volevamo che fosse così e per questo nel mercato invernale abbiamo puntato ad allargare la rosa. Dispiace che qualche giocatore ogni tanto rimanga un po’ sacrificato, ma quando si è nel Livorno sono cose che possono starci. Però voglio fare veramente un plauso a tutta la squadra. Questo è un gruppo straordinario, fatto di professionisti che ogni giorno si allenano con serietà. La loro forza è stata decisiva per uscire dai momenti difficili, perché quando c’è l’obbligo di vincere non è mai facile».

In tutto questo c’è stato anche il cambio in panchina. Cosa pensa che Angelini abbia dato in più rispetto a Buglio?

«Credo che Angelini abbia dato qualcosa di diverso, non di più. Ha dato una sua proposta di gioco che la squadra ha percepito e messo in pratica. Non ha bisogno di urlare per trasmettere le proprie idee ed è una persona che capisce di calcio. Così come Buglio. Sono due allenatori di spessore, opposti caratterialmente. Ma se analizziamo il campionato del Livorno, l’andamento è sempre stato lineare. Basta vedere che nel girone d’andata abbiamo chiuso a 29 punti e a fine campionato abbiamo dato 10 punti alla seconda».

A proposito di punti, domenica può andar bene anche il pari?

«No, noi giocheremo per vincere perché quello è l’unico risultato che può permetterci la promozione in Serie D. Poi all’interno di una partita ci sono mille altre partite, ostacoli e imprevisti. Quindi se non potremo vincere, dovremo essere bravi a non perdere».

Vincere subito per pensare alla prossima stagione?

«A livello di tempistiche per il nostro lavoro non cambia niente. A livello personale mi cambierebbe solo per un discorso di fegato... Battute a parte, è da agosto che stiamo lavorando per questo momento e ora che ci siamo, non vogliamo lasciarcelo sfuggire. Dobbiamo vincere per poi fare un’altra grande partita il 15 maggio nel nostro stadio. Davanti alla nostra gente, che non avrà problemi di biglietti, per festeggiare tutti insieme».

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