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Il cuore di Colombo «Coraggio Livorno, trascina i tifosi e sarà tutto più facile»

L’ex attaccante amaranto lavora nella scuola calcio del Tau. «Ambiente quasi professionistico, serve grande rispetto»


29 aprile 2022 Alessandro Lazzerini


LIVORNO. Nella storia dello sport ci sono alcuni momenti che rimangono indelebili. E quando si nomina una persona, viene immediatamente a galla un momento, un ricordo. Quando questa persona è Corrado Colombo, la mente vola alla velocità della luce a quel Livorno-Milan del 26 gennaio 2005, anche oggi che l’ex attaccante amaranto lavora nel Tau Calcio come responsabile delle scuole calcio Inter. «Quando penso a Livorno mi si apre il cuore – esordisce Colombo, 23 presenze e 4 gol all'ombra dei Quattro Mori – ho vestito la maglia amaranto solo per una stagione, ma è stato un anno stupendo, con ricordi incredibili, impossibili da dimenticare. A distanza di più di 15 anni, ogni volta per l’anniversario del gol contro il Milan mi arrivano centinaia di messaggi da parte dei tifosi del Livorno. Nei primi anni non mi resi conto dell'importanza di quel gol per il popolo labronico, mentre ora ho realizzato benissimo».

Adesso lavora nella scuola calcio del Tau Calcio, una società storica per il lavoro con i giovani.

«Esatto. Quando facevo la scuola calcio a Pistoia, ho avuto modo di conoscere questa realtà e poi a gennaio scorso ho ricevuto una proposta per lavorare con loro che ho accettato subito. Solo facendo parte di questa realtà ci si rende conto di quanto sia organizzata e come si avvicini al professionismo. E la vicinanza di una società come l'Inter ne è la piena dimostrazione».

Anche il Livorno farà un passo importante in questo verso con la Pls, altro settore giovanile di spessore a livello dilettantistico.

«Oggi avere un settore giovanile solido è fondamentale. Costruirsi i giocatori in casa è un vantaggio troppo impattante e quello del Livorno è un passo giusto. Così facendo si trovano un lavoro già avviato e credo che anche il mondo della Pro Livorno Sorgenti possa fare un ulteriore salto in avanti abbinato alla super professionalità e al blasone amaranto».

Torniamo alle prime squadre. Come vede il Livorno di Angelini?

«Ho seguito la squadra vedendo le immagini delle varie partite sui social. Gli amaranto hanno una rosa di altissimo livello, ma vincere non è mai semplice, perché come vi siete accorti qualsiasi squadra contro il Livorno riesce a fare la gara della vita. I giocatori devono essere bravi a gestire la pressione e rimanere lucidi, mentre domenica scorsa si sono fatti prendere un po' dal nervosismo. Anche se devo dire che secondo me l'espulsione di Luci non c'era proprio».

Il Tau invece che formazione è?

«Quella di Cristiani è una squadra organizzata e molto ben allenata. C’è il giusto mix tra giovani di grande qualità usciti dal settore giovanile e elementi più esperti come Doveri, Mengali, Carani e Granito, tanto per citarne alcuni».

Il Livorno sarà seguito da tanti tifosi al Porta Elisa: può essere un fattore?

«Può essere un’arma a doppio taglio visto quello che è stato l’inizio di questo triangolare, ma i tifosi amaranto hanno dimostrato grande maturità. Per questo credo che la partenza sarà importantissima e che debba essere un po’ la squadra a trascinare i tifosi a inizio gara, per poi portarsi dietro il loro sostegno incessante durante tutto l'arco della sfida».

Lei ci sarà?

«Credo di no. Mi sarebbe piaciuto perché ho tantissimi amici da una parte e dall’altra. Penso a Protti, ma anche a Mazzoni, Ferretti e Gargiulo, così come a tanti ragazzi del Tau, ma ho un torneo ad Altopascio dove gioca mio figlio. Più che altro mi sarebbe piaciuto essere in campo...».

Con quale maglia?

«Una delle due, non importa. Avrei pagato oro per fare anche cinque minuti e vivere quell’atmosfera da brividi».

Un po’ d’invidia quindi nei confronti dei giocatori?

«Un po’ e basta? Tantissima!».
 

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