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Livorno, ma cosa hai fatto? I motivi della frittata amaranto

Avanti 2-1 in 11 contro 10, rimedia due espulsioni e si fa ribaltare. Sciagurato il rosso a Torromino, e ora gli spareggi si fanno in salita


25 aprile 2022 Alessandro Bernini


LIVORNO. Ti fermi, eviti di scrivere di getto, cerchi una spiegazione. Perché sì, deve esserci per forza una spiegazione. Non esiste che il Livorno abbia perso in questo modo. Ma è tutto inutile. Come diceva Vasco Rossi “voglio trovare un senso a questa situazione, anche se questa situazione un senso non ce l'ha”.

Il Livorno si butta via, trasforma il primo spareggio in un film thriller con finale da lacrime e d’improvviso si ritrova in salita la strada verso la serie D.

APPLAUSI E FENOMENI

Tutto ci saremmo aspettati fuorché vedere quelli del Figline esultare sotto i loro tifosi: ma al Figline si possono fare solo applausi perché hanno giocato una partita di alto livello tecnico, agonistico, mettendo in evidenza un giocatore come Degl’Innocenti che ha piedi e cervello da almeno due categorie superiori. Applausi che invece non merita il tecnico Becattini, perché nel calcio bisogna avere rispetto: va benissimo andare ad esultare sotto il settore dei propri tifosi, è legittimo e giusto, ma non esiste farlo 2-3-4 volte sotto la tribuna davanti ai tifosi livornesi. Si ricordi che la ruota poi gira.

LA FRITTATA

Ma torniamo al Livorno. Sciagurato nel buttare via una partita che a un quarto d’ora dalla fine era in cassaforte: avanti 2-1, in 11 contro 10, con l’inerzia tutta dalla propria parte visto che poco prima l’aveva ribaltata. Premiamo un attimo rewind: a inizio ripresa il Figline passa in vantaggio a sorpresa con Marabese di testa ma l’espulsione all’ 8’ di Marabese (doppio giallo) cambia il volto del match. Entra Torromino che serve un assist al bacio a Vantaggiato, colpo di testa e 1-1. Passano appena 4’ (16’) e il Livorno è in vantaggio 2-1 per fallo di mano in area e rigore trasformato da Vantaggiato. Ecco, qui la partita era finita. Perché se sei avanti 2-1, col vantaggio di un uomo, in casa, e ti chiami Livorno (in questa categoria) non esiste al mondo che la partita tu la perda.

TORROMINO PERCHÉ?

Fatali i due cartellini rossi nel giro di 3’, al 30’ e al 33’. Il primo è stato “onesto”, nel senso che Luci ha fatto una scivolata forse neanche fallosa, ma il campo bagnatissimo lo ha portato a prendere l’avversario. E l’arbitro, che dopo l’espulsione e il rigore a favore del Livorno, forse non aspettava altro.

La seconda invece è stata sciagurata. Torromino aveva sì subito un fallo brutto da Mirante, ma la reazione (schiaffo in faccia) è stata assurda, oltretutto davanti ad arbitro e guardalinee per cui il rosso è stato inevitabile.ù

E lì il Livorno ha perso la bussola, il Figline ha trovato prima il pari con Saitta dopo una punizione respinta da Mazzoni, poi al 35’ è arrivato il 2-3 con un’autorete di Vantaggiato nel tentativo di anticipare Privitera.

ORA COSA SUCCEDE

Questa sconfitta trasforma gli spareggi in un Gran premio della montagna. Il Livorno è ancora pienamente padrone del proprio destino perché deve giocare ancora 3 partite e se fa 7 punti è sicuro di essere promosso. Meglio forse che mercoledì il Figline batta il Tau, ma a prescindere da questo è chiaro che servirà una vittoria domenica a Lucca contro il Tau.

Ci siamo complicati la vita ma guai far drammi, guai abbattersi, la valutazione degli errori (che ci si sono stati, da ogni parte) non si trasformi in processi gratuiti. Qui c’è da rialzarsi subito. Tutti insieme.

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