Gioco
Livorno-Figline, Protti: "La vittoria in Eccellenza non è scontata". E cita un campionato del Pisa
Sull'avversario: «Squadra solida, difficile farle gol. Ma sappiamo anche che siamo una squadra in crescita e possiamo fare una grande prestazione»
LIVORNO. È domenica,ascoltiamo la Parola del Signore (delle reti).
Igor Protti, volevano far morire il Livorno e invece...
«E invece siamo ancora qua. Con l’amore e la passione di sempre».
Non era scontato.
«Ragione in più per dar merito a chi ha consentito di ripartire. Mi riferisco al sindaco, a Enrico Fernandez che ha concesso il marchio, naturalmente al presidente Paolo Toccafondi.
Partiti da zero.
«Meno di zero. Non c’erano più neanche fogli per scrivere una lettera».
Lei aveva chiuso con l’As Livorno prima delle ultime due stagioni disastrose. Ha avuto buon fiuto...
«Ho chiuso nel 2019 con la salvezza in serie B, una salvezza nella quale nessuno credeva. Lo dissi ai giocatori che ci saremmo salvati, eravamo ultimi in classifica e qualcuno nello spogliatoio mi guardava come se fossi pazzo».
E invece...
«Invece ci salvammo».
E poi?
«E poi basta? Ho chiuso qualsiasi tipo di rapporto con la vecchia proprietà. Da quel momento parlano i dati: nel 2020 ultimi in B, nel 2021 ultimi in C».
Non pronuncia mai il nome dell’ex presidente.
«Lasciamo stare. Io ho dato il massimo sempre, non mi interessa togliermi i sassolini dalle scarpe. Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti».
Lucarelli al nostro giornale ha dichiarato che Protti è l’anima e l’arma in più di questo Livorno
«Ho letto, mi ha fatto piacere. Lui è stato il grande protagonista dell’arrivo di Toccafondi, ha fatto tantissimo per far nascere questa società e so che ha consigliato il mio nome al nuovo presidente. Ma non c’è bisogno di questo perché si sappia cosa c’è tra me e Cristiano».
Cosa?
«Stesse passioni, stesso amore per la maglia. Sempre. A vita».
Cosa pensa di Toccafondi
«È un presidente che si è buttato anima e corpo in questa avventura. È bravo a far esperienza del suo passato ma sa che qui siamo in un’altra realtà e alcune cose vanno fatte in altro modo. Proprio perché “Livorno è diversa” come dice sempre lui. In alcuni momento è focoso e istintivo ma sa essere riflessivo e saggio quando serve. Sai cosa mi ha impressionato di lui?».
Che cosa?
«Che è stato ogni giorno, mattina e sera, al campo e in sede. Perché c’era bisogno di costruire tutto. Ha fatto un grandissimo lavoro. E lo ringrazio per aver lasciato al campo spazio a me, al ds Raffaele Pinzani che è persona squisita e professionista di alto livello, e a Fabio Graziani che purtroppo ha lavorato con noi solo qualche mese ma è sempre nel nostro cuore».
Siamo arrivati alla finale
«Formula strana, ma lo sapevamo. Ora troviamo squadre forti, che hanno vinto il loro girone. Voglio grande rispetto per loro».
Si parte col Figline.
«Squadra solida, difficile farle gol. Ma sappiamo anche che siamo una squadra in crescita e possiamo fare una grande prestazione».
I “grandi vecchi” come Mazzoni, Luci, Vantaggiato, possono fare la differenza.
«Uno dei meriti del presidente è stato quello di aver messo nella rosa dei ragazzi che hanno valori, sono attaccati alla maglia e alla storia del Livorno. Come appunto i nomi che hai fatto tu. È un valore».
Lo abbiamo criticato ma comunque questa è anche la finale di Buglio.
«Giusto. Buglio è partito da zero, è persona di spessore che non ha avuto la fortuna che meritava ma ha lavorato ogni giorno vicino a me con grandissima passione. E se si è fatto da parte per il bene del Livorno».
Cosa pensa di Angelini?
«Ha avuto un approccio molto diverso. Buglio è caratteriale, Angelini più tranquillo. Tecnicamente chiede sempre di giocare a calcio e i numeri dicono che da quando arrivato Beppe, i risultati sono stati ottimi».
Come la vinciamo?
«La testa è quella che fa la differenza, dobbiamo essere pronti ad affrontare le difficoltà. E poi, lo ripeto, voglio massimo rispetto per l’avversario, due squadre forti. Se portiamo rispetto, il resto verrà di conseguenza».
Cosa bisogna evitare?
«L’ansia, la fretta e di farsi venire il braccino, ma sono ottimista perché il gruppo è forte».
Un messaggio ai tifosi
«Mi auguro di vedere tanta gente. Qualcuno dà la vittoria in Eccellenza come un qualcosa di scontato. Poi vai a guardare il passato e scopri che il Pisa, squadra che a livello di campanile è nemica ma di cui nutro grande rispetto anche per la tifoseria, solo qualche anno fa è arrivato decimo in Eccellenza. Non basta la storia, ci vuole altro per vincere. E adesso tocca a noi».
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