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Scherma, grande festa dopo l'oro a squadre di Dubai, Lombardi: «Orgoglioso, peccato per la prova individuale»

Mario Orsini
Giulio Lombardi e Giuseppe Pierucci
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Giulio Lombardi e Giuseppe Pierucci

Un altro trionfo. Uno straordinario trionfo nella prova a squadre di fioretto Under20, ai campionati mondiali Giovani e Cadetti di Dubai 2022

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Livorno. Un altro trionfo. Uno straordinario trionfo nella prova a squadre di fioretto Under20, ai Campionati Mondiali Giovani e Cadetti di Dubai 2022. A mettersi la medaglia d’oro al collo, al termine di una gara dominata dall’inizio alla fine, il nostro splendido quartetto azzurro di fioretto maschile composto da Damiano Di Veroli (Fiamme Oro/Giulio Verne Roma), Tommaso Martini (Carabinieri/CS Agliana), Jacopo Bonato (Scherma Treviso) e Giulio Lombardi del Fides. Un successo quello iridato, per i giovani alfieri azzurri, che arriva a un mese esatto da quello europeo, conquistato con pieno merito sulle pedane di Novi Sad, in Serbia, il 7 marzo scorso. E preceduto dalle due vittorie nelle tappe di Coppa del Mondo di gennaio a Aix en Provance e di Sabadell in Spagna a febbraio. A conti fatti un cammino “immacolato”, o se preferiamo da invincibili, da raccontare ai nipotini. Ma torniamo alla gara di Dubai, dove i nostri bravissimi fiorettisti, con al timone di comando i maestri Giuseppe Pierucci e Stefano Villa, hanno vinto, o meglio stravinto.

Ai nastri di partenza, nella capitale degli Emirati Arabi, ben 37 squadre provenienti da ogni angolo del pianeta. Unica eccezione, tra quelle più forti, la Russia, che agli europei di Novi Sad aveva fatto le valige, all’inizio delle prove a squadre, come conseguenza dell’assurda guerra in Ucraina e a Dubai, come era prevedibile, non si è presentata. Nel primo appuntamento di giornata i nostri fiorettisti si sono trovati davanti l’Argentina e l’hanno costretta alla resa incondizionata per 45-14. Non è andata molto meglio nel tabellone dei sedici a Israele costretto ad alzare bandiera bianca per 45-24. Un risultato che ha consentito ai nostri spadaccini di volare ai quarti e di incrociare i fioretti, con quelli dei colleghi Slovacchi costretti ad alzare bandiera bianca per 45-21.

Raggiunta la semifinale senza eccessiva fatica ad arrendersi 45-30 è toccato alla Polonia, anche in questo caso in relativa scioltezza. Ancor più netta poi la finalissima contro i cugini della Francia, battuta per 45-28. Poi gli abbracci, l’inno di Mameli che risuonava nell’aria e la bandiera italiana che correva veloce sul pennone verso il punto più alto, sotto gli occhi di quattro stupendi campioncini che hanno scritto un’altra pagina indelebile di questo sport.

Un po’ sotto le aspettative e 11° posto finale, per il nostro Giulio Lombardi, nella prova individuale che ha visto ai nastri di partenza ben 180 fiorettisti. A stopparlo alla soglia degli ottavi di finale 15-9, l’americano Brandon Li al termine di un assalto iniziato, per super Giulio, con il vento in poppa e nel quale si era portato in vantaggio per 8-3. Poi il crollo più psicologico che tecnico con l’americanino che con un gap di ben 12-1 a suo favore ha vinto in scioltezza.

Un vero peccato perché Giulio aveva iniziato la sua gara con il turbo innestato dai gironi eliminatori (6 vittorie su 6 assalti) e poi in rapida successione aveva “strapazzato” 15-3 l'atleta delle Isole Vergini Neel Dankar e il ceco Marek Totusek per 15-5 e in maniera un po’ meno facile il fortissimo francese Valerian Castanie per 15-13.

In pedana nella prova individuale femminile Cadetti (Under 17), di fioretto (104 partecipanti) anche la brava Beatrice Maria Pia Bibite (43esima). Per lei, complice un girone di qualificazione non eccelso, con quattro vittorie e due sconfitte, subito un assalto complicato con la brava portacolori di Hong Kong Nok Sze Daphne Chan, che l’ha costretta alla resa per la miseria di una stoccata 15-14. Un vero peccato perché Beatrice aveva talento e classe per volare verso i piani alti della classifica e, invece, è dovuta uscire di scena.

Tripudio al Fides

Per Giulio Lombardi e Giuseppe Pierucci, arrivati direttamente da Dubai, una grande festa al circolo Fides, organizzata dal presidente Carlo Montano. A attenderli, dirigenti, parenti, amici e soprattutto decine e decine di schermitori e baby spadaccini festanti. Di un circolo, onore e orgoglio sportivo della nostra città, dove i campioni, da un secolo abbondante, crescono come funghi e regalano visibilità e notorietà mondiale, grazie agli straordinari successi ottenuti, in ogni angolo del pianeta.

Visibilmente commosso Giulio Lombardi. «Sono felice per il successo nella prova a squadre. Nella prova individuale, invece, speravo di arrivare in zona medaglia ma non ci sono riuscito e mi dispiace. Il perché? Tra i fiorettisti di tutto il pianeta, con cui ho tirato almeno una volta, ce ne sono tre che non digerisco. Sono un italiano, un francese e l’americano Brandon Le che mi ha battuto a Dubai. Hanno un tipo di scherma un po’ simile alla mia avendo anche loro l’impugnatura del fioretto nella mano sinistra. Certo visto che ero in netto vantaggio potevo far meglio e non sono stato bravo neppure a recepire i consigli che mi stava dando Pierucci in quel momento. Peccato». Sulla prova a squadre, invece, elogi a piene mani ai compagni e al suo maestro Pierucci. A perfetto agio Giulio, invece, con i bambini che gli chiedono autografi e foto insieme.

Soddisfattissimo, non poteva essere diversamente, anche Giuseppe Pierucci. Uno dei principali artefici di questi successi a raffica della nazionale Under 20 e Cadetti (Under17) da quando è arrivato lui, a dicembre scorso, al timone delle nazionali giovanili a supporto del CT Stefano Cerioni, insieme ai maestri Fabrizio Villa e Francesca Bortolozzi. L’unico piccolo rammarico è la sconfitta di Giulio Lombardi nell’individuale quando il podio era ancora lontano. «Una sconfitta che mi ha lasciato un po’ di amarezza perché Giulio non è stato attento a raccogliere i miei consigli quando l’avversario, in quel momento in netto svantaggio, ha cambiato tattica. Non si può perdere quando sei in netto vantaggio e hai la reale possibilità di salire su un podio mondiale. Nella prova a squadre –aggiunge- sono stati, invece, fantastici».
 

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di Redazione web