Gioco
Amaranto, la fiducia di Nastasio: «Stiamo rinascendo. Il futuro? Bandecchi»
Intervista all'ex bomber e tifoso doc: «Ci volevano uccidere, insieme abbiamo rialzato la testa»
LIVORNO. Se ci fosse il ranking dei tifosi del Livorno al primo posto ci sarebbe Corrado Nastasio. Ex calciatore amaranto, autore di un gol nel derby con i nerazzurri, sempre presente da anni anche quando le trasferte le si facevano a Reggio Calabria o Trieste e non a Perignano e Cenaia, nessuno è più titolato di lui per parlare della squadra di Angelini.
Corrado, il primo posto è assicurato. Soddisfatto?
«Certo, perché non è mai facile vincere a nessun livello. Magari, vista la categoria e la rosa del Livorno mi aspettavo qualcosa di più in termini numerici, ma va bene lo stesso. L’importante è venir fuori da questo burrone in cui siamo precipitati la scorsa estate».
E adesso la poule promozione. Con ottime prospettive…
«Beh, sì. La formula che prevede due promozioni su tre ci agevola. E se dovesse andar male al primo colpo, avremmo a disposizione la fase nazionale: sarebbe un impegno non indifferente, ma la squadra c’è. Abbiamo cinque o sei giocatori fuori categoria: Torromino, Vantaggiato, Bellazzini, Luci, Russo e Mazzoni non c’entrano nulla con l’Eccellenza. Non credo che possiamo rischiare di non salire».
Che voto dà ai tifosi?
«Molto alto. Hanno fatto tanto per il Livorno. Sono stati al fianco della squadra anche quando il gioco non era del tutto convincente. Non hanno mai fatto mancare il loro sostegno nemmeno dopo le due sconfitte interne. Devo dire che il presidente Toccafondi ci ha messo del suo perché, per età è uno di loro. Tra coetanei ci si capisce e infatti società e ragazzi della curva sono andati a braccetto. Domenica scorsa a Colle Val d’Elsa, a primo posto acquisito, erano oltre duecento. Anche grazie alla spinta dei tifosi, il Livorno sarà promosso».
Che sapore ha questa stagione della rinascita?
«Forte, strano, particolare. All’inizio c’era il solo Toccafondi, poi grazie all’interessamento di Cristiano Lucarelli è arrivata la sponsorizzazione da parte di Stefano Bandecchi che tiene alto il nome di Livorno anche in altri sport. Spero che in futuro possa acquistare le società amaranto per portarci nelle categorie che ci competono».
Quindi vede un futuro targato Bandecchi…
«Questa società è stata chiarissima fin dall’inizio. Il giorno della presentazione Toccafondi disse che ci avrebbe portato fino alla serie C. È chiaro che dopo servirà l’apporto di qualche altro imprenditore che ho individuato in Bandecchi».
Un anno fa di questi tempi stavamo per retrocedere in D. Se si guarda indietro che cosa le viene da pensare?
«Mi limito a dire che il finale era scritto. Nell’A.S. Livorno c’erano persone che volevano portarci nel baratro. Il sentore della fine lo avevamo già da tre anni, vale a dire da quando presero in mano le redini del Livorno Spinelli jr. e Signorelli. Da quel momento siano andati allo sbando. Ci hanno deliberatamente fatto morire, ma i tifosi amaranto hanno rialzato la testa».
Siamo tornati in Eccellenza dopo 30 anni. Secondo lei la città come ha vissuto questo scempio?
«“Nel 1991 la città ne soffrì. A questo giro ho visto più indifferenza, ma in 30 anni è cambiato tutto. Se i tifosi della curva – nonostante l’assenza di cambio generazionale – sono stati encomiabili, qualcosa è mancato negli altri settori. Purtroppo, in questi 30 anni molti si sono trasformati da tifosi a telespettatori e spesso hanno preferito la partite in tv a quelle allo stadio. E tutto sommato ci è pure andata bene perché qui abbiamo avuto il ciclo d’oro delle Bal che hanno fatto scuola. Altrove – a prescindere dalla categoria – sono messi peggio. Qui abbiamo fatto oltre 2000 abbonamenti e ci troviamo in una categoria che non accende la fantasia dei tifosi».
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