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Ferretti si racconta: «Mi sento un leone in gabbia, ma tornerò presto»

Alessandro Lazzerini
Andrea Ferretti
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Andrea Ferretti

Ecco Andrea Ferretti tra infortunio, Buglio, Angelini e le sfide playoff: «Ho già i brividi a pensare all’invasione di tifosi livornesi»

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Livorno. Dieci reti in campionato e cinque in Coppa Italia. Andrea Ferretti è ancora il capocannoniere stagionale del Livorno, ma il bomber amaranto è assente dal rettangolo verde dal 20 febbraio, data della sfida contro il Picchi in cui partì tra i titolari. Da lì in poi una noiosa tendinosi al Tendine d’Achille lo tiene ai box. «Sono un leone in gabbia – esordisce il numero 9 – Fortunatamente in carriera non ho mai avuto infortuni gravi e non sono abituato a stare fuori così tanto tempo. Soprattutto in questo momento in cui c’è stato il cambio del mister ed anche il turno infrasettimanale mi sarebbe piaciuto dare il mio contributo alla squadra».

Ma come sta?
«Meglio, anche se questa cosa mi sta un po’ snervando. Essendo un’infiammazione non c’è un tempo preciso per far sì che si risolva come può essere per una contrattura o cose di questo genere. Sto lavorando duro tra palestra, piscina e terapie e per questo devo ringraziare la società che mi sta permettendo di avere le migliori cure in questo periodo. Spero di esserci per il Piombino, o al massimo per la gara successiva con la Colligiana».

Nel frattempo c’è stato anche il cambio allenatore. Lei era un punto fisso per Buglio, come ha vissuto le sue dimissioni?
«Un po’ come tutto il resto della squadra. Mi ha stupito sapere delle dimissioni del mister con la squadra comunque prima in classifica. Detto questo, quando un allenatore viene esonerato o come in questo caso decide di farsi da parte è una sconfitta per tutti quindi la responsabilità è anche nostra».

Cosa è mancato al Livorno di Buglio?
«"Beh, forse non siamo riusciti a mettere in campo al meglio le idee che il mister cercava di trasmetterci durante la settimana. Questo in particolare nel girone di ritorno».

Adesso c’è Angelini, che idea si è fatto?
«Col mister non ho mai lavorato perché fin qui sono sempre stato a parte, ma ci ho parlato proprio per aggiornarci sul mio problema fisico. I numeri parlano per lui: tre partite e tre vittorie in partite fondamentali. Direi che c’è poco da aggiungere».

Da fuori ha visto un Livorno diverso?
«Tatticamente ho notato che i terzini spingono molto di più, mentre si abbassano i due mediani per iniziare il palleggio da dietro . Rispetto a prima sicuramente c’è più tranquillità nella manovra e meno frenesia nella ricerca dell’imbucata giusta. E poi mi fa piacere rivedere al centro del progetto un giocatore come Bellazzini».

Ora ci sono dieci giorni per lavorare al meglio.
«Sì e spero che in queste giornate riescano ad avere spazio anche altri ragazzi che sono di grande valore e sono stati molto importanti. La sosta sarà utilissima per tutti per conoscere al meglio il credo tattico del mister».

Il gruppo come lo ha visto in questo periodo?
«Sempre sul pezzo, ma come lo è stato anche nelle giornate meno positive. Ho sempre visto un gruppo affiatato con valori tecnici e umani. E’ uno spogliatoio da categorie professionistiche, sia per i giocatori che per la società che non ci fa mai mancare niente».

Adesso la testa di tanti tifosi è già agli spareggi.
«Li capisco. Ma noi dobbiamo rimanere concentrati sulle prossime sfide, anche se ovviamente poi tutto si deciderà nella poule promozione».

Ecco parliamo degli spareggi: a meno di clamorosi ribaltoni le avversarie dovrebbero essere Tau Calcio e Figline Valdarno. Cosa ci dice su queste formazioni?
«Nel Tau conosco bene molti giocatori, li ho avuti come compagni o avversari negli anni passati. È una società che ha un settore giovanile eccellente e da due anni si è strutturata anche per quanto riguarda la prima squadra. Ci sono giocatori con un passato tra i professionisti e in Serie D. Penso a uno come Granito, o Doveri che a Ponsacco ha sempre fatto benissimo, ma anche Borgia o Mengali. In più sono allenati da un tecnico preparato ed hanno dei valori».

E il Figline?
«L’abbiamo affrontata due volte in amichevole e mi è sempre sembrata una squadra quadrata e ben messa in campo. Hanno giocatori di spessore come Degl’innocenti, Marabese, Vangi, Vezzi e tanti altri».

Il Livorno cosa avrà in più?
«Noi dovremo arrivarci al meglio dal punto di vista fisico, perché poi la qualità della nostra rosa è sotto gli occhi di tutti. E poi non oso immaginare che spinta ci daranno in quelle partite i nostri tifosi».

L’hanno invitata in curva domenica. È andato?
«No, perché ho pensato fosse giusto rimanere con gli altri infortunati e i non convocati. Li ringrazio perché mi fa veramente piacere essere entrato nel loro cuore, ma in curva è bene che ci vada per festeggiare un gol. Non vedo l’ora di rientrare per correre sotto la Nord».

Magari agli spareggi...
«Sarebbe un sogno».

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