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Il nuovo tecnico Brondi tira su la Pro Livorno Sorgenti: «Qui per giocarci anche l’ultima carta»

Dario Serpan
Il nuovo tecnico Brondi tira su la Pro Livorno Sorgenti: «Qui per giocarci anche l’ultima carta»

Presentato colui che ha preso il posto di Stringara a dieci giornate dalla fine del campionato: «Voglio una squadra con mentalità da vertice, punterò sul 3-4-3 e bisogna registrare la difesa»

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LIVORNO. Idee chiare, pochi giri di parole, tanta voglia di provarci. Stefano Brondi è stato presentato ieri al Magnozzi nelle vesti di nuovo allenatore della Pro Livorno Sorgenti. Sabato (in anticipo) farà il suo esordio in panchina, subito all’Armando Picchi, per la sfida interna contro il Montespaccato. La sosta è servita per sfruttare più tempo in vista di questa sfida che apre un ciclo di tre gare ravvicinate. Ci sono dieci giornate per evitare la retrocessione e tentare, anche via playout, l’impresa salvezza.

Mister, perché ha accettato questa sfida?

«Perché intorno a me ci sono persone - risponde Brondi riferendosi direttamente al dg Marcello Puccini – che hanno fatto calcio con grande passione e dato molto a questa società. Non voglio finire questa stagione senza averle provate tutte: se l’ultima chance è che io provi a mettere del mio in questa situazione, eccomi qui».

Pls ultima a 13 punti, a -8 dalla zona playout: quali sono i mezzi su cui fare leva per tentare il miracolo?

«La nostra salvezza passa dal nostro modo di giocare. Tutto il resto è solo ansia, non ci serve a niente. Io non faccio calcoli, sono solo concentrato nel cercare di creare, fin da sabato, il triplo di occasioni rispetto agli avversari».

Con 59 reti al passivo, la difesa è il problema più grande di questa squadra: come intervenire?

«Intanto bisogna dire che questa squadra ha problemi in difesa da più di un anno, perché in media prende quasi due gol a partita da gennaio 2021. Problemi che non sono stati risolti in estate, e neanche successivamente. Come fare? Proviamo a giocare meno vicini alla nostra area di rigore».

Ha già in mente il modulo tattico da imbastire?

«Sì, credo che il 3-4-3 sia il vestito più adatto in questo momento. Ma il modulo è niente senza l’interpretazione e poi bisogna metterci dignità, coraggio e intensità».

Si parte con tre gare ravvicinate: Montespaccato, Sangiovannese e Foligno. Come affrontarle?

«Pensare che siamo ultimi e che dobbiamo recuperare terreno non ci servirà a niente. Dobbiamo elaborare una strategia di gioco, attaccarci a quella e giocare con la mentalità di una squadra di vertice».

Qual è stato l’impatto con il gruppo?

«Tutti sono stati messi di fronte a una scelta: chi non sentiva di avere più la luce accesa sull’obiettivo poteva lasciare, ma nessuno si è tirato indietro. Vuol dire che c’è la volontà di provarci e questo è fondamentale».

Fuori dal rettangolo verde, cosa pensa dell’accordo tra Us Livorno e Pro Livorno Sorgenti per la prossima stagione? Quanto influisce sul rendimento della squadra?

«Per me non ha inciso per niente sulla stagione. Detto questo il progetto non mi sembra un gran biglietto da visita. Mi sarei aspettato che il Livorno, insieme all’Amministrazione comunale, avesse individuato un’area in cui realizzare un centro sportivo e poi che la società avesse individuato dei professionisti per la ricerca di talenti e per instaurare ottimi rapporti con tutte le società dell’hinterland livornese. Ho la sensazione che il Livorno faccia diversamente, ma è l’ultimo dei miei problemi».
 

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