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Il bunker amaranto è la certezza più bella. Ora il Livorno deve ritrovarsi in attacco

Alessandro Lazzerini
Un'uscita di Luca Mazzoni
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Un'uscita di Luca Mazzoni

Neanche un tiro in porta su azione nonostante una rosa di punte da serie C. Mazzoni: «L’importante è non prendere gol» 

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LIVORNO. Il pareggio a reti bianche scaturito dalla gara del Corsini contro il Fucecchio offre alcune letture interessanti sulle due fasi di gioco degli amaranto. Una quella offensiva che ha fatto grande fatica ad imbastire azioni pericolose e l’altra, quella difensiva, che invece non ha commesso la minima sbavatura.

LA FASE OFFENSIVA

Prima di iniziare qualsiasi ragionamento tecnico-tattico c’è da sottolineare come le condizioni del manto erboso del Corsini fossero imbarazzanti, anche per una categoria come l’Eccellenza. In più il forte vento che ha spirato per tutto l’arco del match non ha ulteriormente agevolato le due squadre. È difficile dire dove inizino i demeriti del Livorno e dove invece comincino i problemi legati dai fattori appena elencati, ma è onesto dal punto di vista intellettuale dire che certe condizioni non abbiano aiutato la squadra più tecnica tra le due contendenti, che senza dubbio era il Livorno.

Detto questo, gli amaranto si sono presentati con una squadra piuttosto votata all’attacco. Questo perché se nelle ultime gare del 2021 tra i tre trequartisti c’erano spesso anche giocatori di equilibrio (Pecchia su tutti), questa volta si è optato per elementi con spiccate caratteristiche offensive. Bellazzini, Frati e Petronelli, giocatori che fanno del gioco palla a terra e del fraseggio in velocità le loro armi migliori, non sono mai riusciti ad entrare in partita e Ferretti, anche lui non nella sua migliore espressione, è stato servito poco e male. A poco sono serviti gli inserimenti di Torromino e Vantaggiato, oltre a Nunzi, che non sono riusciti a trovare il guizzo giusto.

Ciò che però deve essere sottolineato è che gli amaranto in novanta minuti non hanno mai concluso in porta su azione di gioco. Le uniche occasioni sono arrivate su calcio piazzato: un colpo di testa di Frati, respinto miracolosamente da Del Bino, e uno di Giampà, finito di poco a lato.

Questo, al di là di tutte le scusanti del caso, è un aspetto su cui mister Buglio dovrà porre l’attenzione durante questa settimana, perché un attacco con le qualità e il talento come ha quello del Livorno deve necessariamente creare di più.

LA FASE DIFENSIVA

Il rovescio della medaglia ci offre una fase difensiva a dir poco granitica. Un aspetto che caratterizza il Livorno sin dalla gara di Piombino, ma come accaduto già in altre occasioni ciò che impressiona maggiormente, al di là del fatto di non subire gol, è proprio come la fase difensiva amaranto non conceda la minima occasione agli avversari. Sabato il Fucecchio, che offensivamente non è certo il Manchester City, ha comunque fatto capolino dalle parti di Mazzoni solo a pochi istanti dal termine con una punizione di Carnevale. Quindi se in attacco non si è mai tirato in porta, c’è da evidenziare ed applaudire la difesa, o meglio la fase difensiva, che non ha concesso neanche un tiro in porta su azione. In questo la leadership di Russo è sembrata subito fondamentale nel guidare il reparto, così come la stazza e l’ottimo posizionamento sui traversoni di Giampà. Senza dimenticare l’affidabilissimo Giuliani, ormai una certezza e Pecchia che nella ripresa è entrato col piglio giusto, dopo che Franzoni nel primo tempo aveva sofferto un po’ Rigirozzo. Il tutto guidato dall’esperienza di Mazzoni, tornato in campo da titolare subito con un clean sheet.

«Già prima della sosta la fase difensiva aveva risposto bene e ci aveva permesso di fare il filotto di risultati positivi – ha commentato il portiere amaranto –. In queste categorie ancor di più rispetto alle altre è importante non prendere gol perché poi sappiamo che davanti abbiamo giocatori di enorme qualità in grado di sbloccare la partita da un momento all’altro. Sabato per le condizioni del campo è stato difficile e quindi a maggior ragione diventa importante difendere bene per non perdere».

Nel prossimo turno contro l’Armando Picchi, ecco quindi un’opportunità per chiarire come le difficoltà di sabato fossero dovute a fattori esterni e non alla poca fluidità di manovra del Livorno. In caso contrario vorrebbe dire che negli ingranaggi offensivi c’è qualche dettaglio da rivedere.
 

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di Redazione web