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L’unica gioia si chiama Fancelli un 2004 subito titolare in serie D

Dario Serpan
L’unica gioia si chiama Fancelli un 2004 subito titolare in serie D

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LIVORNO. Da un paio di settimane circa si è aggregato alla Prima squadra. Cause di forza maggiore, viste le numerose assenze tra infortuni, squalifiche e casi positivi, ma anche il tentativo di pescare forze fresche dagli Juniores Nazionali, fermi fino al 5 febbraio, giorno in cui ripartirà il campionato che vede la Pro Livorno Sorgenti lottare per il vertice, dietro la capolista Real Forte Querceta.

Tra i gioielli della selezione allenata da Federico Bandinelli c’è un certo Andrea Fancelli, difensore classe 2004 che domenica ha fatto bingo: prima convocazione in assoluto in Prima squadra e subito esordio da titolare. Fuori causa Solimano, si è liberato un posto sulla corsia destra e mister Paolo Stringara ha scelto proprio Fancelli per occuparla. In campo per novanta minuti, il giovane di Cecina è stata forse la nota più positiva in un pomeriggio purtroppo negativo per i biancoverdi, usciti sconfitti per 4-1 dal campo della Pianese, nell’ultima d’andata in serie D girone E.

Risultato a parte, com’è stato l’esordio tra i grandi?

«Una bella emozione – risponde Fancelli, che compirà 18 anni a maggio -. Per un giovane come me la serie D vale tantissimo. Io sono un centrale di difesa, ma data l’assenza di Solimano mi sono adattato a fare il terzino destro e spero di aver fatto una buona prestazione».

Purtroppo il verdetto finale è stato pesante…

«La squadra ha lavorato bene per tutta la settimana, dimostrando grande voglia di lottare per la salvezza. La partita, purtroppo, si è messa male nei primi minuti, ma sono stati i due gol presi tra fine primo tempo e inizio ripresa a tagliarci le gambe».

Domenica si apre il girone di ritorno rendendo visita alla Flaminia Civita Castellana, che all’andata la Pls sconfisse per 2-0 nella sua Cecina: conta di esserci?

«All’andata ero in tribuna a vedere la partita. Stavolta spero di essere tra i convocati e, se il mister mi darà un’altra opportunità, mi farò trovare pronto».

Poi dal 5 febbraio tornerà in pianta stabile con gli Juniores Nazionali?

«Non lo so ancora. Vado dove servo; se anche dovessi giocare il sabato con gli Juniores e poi andare la domenica in Prima squadra per me non sarebbe un problema».

Quali sono i suoi trascorsi fino al presente?

«Ho iniziato a giocare nel Palazzaccio a 4 anni, poi verso i 12 sono passato al Cecina, quindi due anni fa ho detto sì alla chiamata della Pro Livorno Sorgenti ed eccomi qua».

Oltre al calcio cosa c’è nella sua vita?

«Sono al quarto anno di Liceo a Cecina, indirizzo scientifico-sportivo. Vivo a Cecina e faccio le rincorse per venire a Livorno ad allenarmi e poi tornare a casa a studiare. Ma lo sport mi piace in generale, infatti penso che dopo la maturità potrei scegliere la Facoltà di Scienze Motorie all’università».

A chi dedica il suo debutto in serie D?

«Alla mia mamma, che sin da piccolo mi segue sui campi, al mio babbo che spesso mi accompagna agli allenamenti quando non riesco a prendere il treno e alla mia nonna che si preoccupa per me e mi prepara sempre il pranzo prima degli allenamenti».

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