Gioco
Allenamenti a casa e sedute di recupero «Così il Livorno ha battuto il Covid»
I segreti della ripartenza nelle parole del preparatore Marsili «Livello atletico ok nonostante l’estate senza preparazione»
livorno. Dal 19 dicembre, giorno dell’ultima gara di campionato del Livorno che grazie al tap-in di Frati batté il Tuttocuoio sul neutro di Seravezza, alla prossima gara in programma fissata per il weekend del 12-13 febbraio contro il Fucecchio, nel mezzo ci sono quasi di mesi di soli allenamenti al campo sportivo di Borgo Capuccini. E con l’impossibilità di organizzare anche gli allenamenti congiunti con altre squadre, diventa quindi fondamentale il lavoro del preparatore atletico, un ruolo sempre più centrale nel calcio moderno ed anche difficile in questo periodo visti i continui rinvii legati alla ripartenza dell'Eccellenza.
«Non è facile dove riprogrammare continuamente il lavoro – spiega Alberto Marsili, preparatore atletico del Livorno – Prima dovevamo giocare il 9 gennaio, poi il 30, mentre ora aspettiamo a gloria il 13 febbraio. Però la situazione è questa ed è necessario adattarsi al meglio».
Ecco, come si è lavorato in questo mese di gennaio senza partite?
«Abbiamo cercato di mantenere alta l’intensità con lavori “a secco”, quindi circuiti di forza e di corsa, alternati anche a partitelle ed altre esercitazioni più divertenti per mantenere alto l’entusiasmo e far un po’ divertire il gruppo. In più abbiamo dovuto far fronte spesso ad una squadra non al completo».
In queste settimane il Covid si è insunuato anche nello spogliatoio amaranto. Per i positivi come vi siete organizzati?
«Ci siamo sentiti continuamente con i ragazzi, studiando qualche allenamento a casa per non perdere la condizione, anche perché la maggior parte di loro è stata asintomatica. In base agli spazi a disposizione ognuno faceva il possibile e devo dire che sono tornati tutti in ottime condizioni».
Quindi il virus in questo caso non ha lasciato troppe conseguenze.
«I ragazzi hanno reagito tutti bene. Una volta negativizzati hanno lavorato una settimana privatamente in attesa della visita e tornati al campo sono bastati due o tre giorni per rientrare a pieno regime. Allenarsi da solo o fare la partitella sono cose diverse, ma basta poco per tornare alla normalità».
Comunque una difficoltà in più, così come a inizio anno quella partenza in ritardo. Come valuta la prima parte di stagione?
«Non aver fatto una vera e propria preparazione atletica non ci ha aiutati, ma mi reputo comunque soddisfatto. Ad inizio anno c’erano differenza tra chi magari aveva fatto ritiri con altre squadre e chi si era allenato da solo. Il primo obiettivo è stato quello di uniformare la condizione dei ragazzi. Poi guardando le partite ho visto una squadra sempre in palla, anche se a volte la rosa un po’ corta per via dei tanti motivi che tutti conoscete magari ci ha portato a forzare ed è arrivato qualche piccolo infortunio di troppo».
Ormai la data della prossima partita ufficiale si avvicina. Qual è la scaletta da qui al 13 febbraio?
«Rispetto alla ripartenza fissata al 30 gennaio abbiamo allungato di una settimana il lavoro di forza e resistenza che già da questa settimana andrà a calare, per poi da lunedì prossimo trasformare i lavori in qualcosa di più brillante. Le prossime due settimane saranno incentrate su velocità e cambi di direzione per poi arrivare al meglio alla gara con il Fucecchio. Ripartire bene sarà fondamentale ed è chiaro che noi dovremo farci trovare pronti».
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