Il Tirreno

Livorno

DONNE: L’INTERVISTA/2 

Giari l’intramontabile «Gioco ormai da 23 anni ma alla Pielle mi diverto»

D.D.
Giari l’intramontabile «Gioco ormai da 23 anni ma alla Pielle mi diverto»

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LIVORNO. Oltre vent’anni nel mondo della pallacanestro femminile, con trascorsi in serie A1, A2 e serie B. Il mondo del basket non ha segreti per Sara Giari, livornese di scoglio, classe 1992, oggi elemento fondamentale nelle file della Pielle Unicusano.

Come è la vita negli spogliatoi delle triglie rosa? «Siamo un gruppo giovane e con le bimbe ci troviamo molto bene, quest’anno ancora di più rispetto all’anno scorso dove si vede che c’è più affiatamento. In campo bisogna ancora trovare un po’ di alchimia, un po’ di collaborazione, però ci sono dei buoni presupposti, ci stiamo lavorando e siamo molto compatte soprattutto anche fuori e questo senza dubbio aiuta anche nel cercarsi un po’ di più in partita».

Prima della pausa ha avuto un infortunio che l’ha messa fuori gioco. Oggi come vanno le cose?

«Sto meglio. Ho fatto un mese di stop e da questa settimana ho ripreso e anche se non ancora al cento per cento, però la via è quella giusta. Nel “brutto” del Covid, è stato un momento perfetto per infortunarsi, in quanto, dopo lo spavento iniziale quando tutti mi parlavano di una possibile frattura al piede (anche subito a caldo il medico della squadra avversaria), alla fine è andata bene, me la sono cavata con una distorsione, e ho potuto recuperare».

Come detto più di vent’anni di basket. Come è cambiata la pallacanestro femminile?

«Eh sì, sono esattamente 23 anni che gioco. Rispetto agli anni passati è cambiata moltissimo, sia livello tattico che di struttura della giocatrice stessa. Adesso il gioco è molto più fisico si guarda meno ai fondamentali ed è tutta un’altra cosa. Ricordo quando ho esordito in A1 a Livorno, anche se a soli 13 anni e ovviamente panchinara, facevo tre allenamenti due con la prima squadra ed uno con le giovanili e si trottava con un grande lavoro a trecentosessanta gradi».

E dopo la massima serie Sara Giari ha cominciato a viaggiare…

«Sono andata a Ghezzano in serie B nazionale, per poi passare ad Alghero in A2. Poi ho trovato lavoro e sono tornata a casa per giocare prima con il Jolly, poi un anno a Pontedera, Pielle, per poi accettare la chiamata della Nico Basket Ponte Buggianese che aveva un progetto per salire di categoria. Sono stati 5 anni tosti ma fantastici, due di play off falliti, e al terzo nel 2018 abbiamo centrato l’obiettivo e salite in A2. Quindi l’arrivo alla Pielle».

Fuori dal campo?

«Da qualche anno lavoro come impiegata da Bettarini. Ho un compagno, ex rugbista, Edoardo e mi dedico a Balù il mio labrador tutto nero». E il futuro?

«Per ora, finchè il fisico mi regge, continuerò a giocare, poi progetti andranno oltre e anche con Edoardo vogliamo pensare ad un nostro domani».



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