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Livorno

La rabbia di Bob Russo «Tra Covid e infortuni situazione drammatica E ci mancano 6 punti»

Michele Amadori
La rabbia di Bob Russo «Tra Covid e infortuni situazione drammatica E ci mancano 6 punti»

Il coach di Cecina fa il bilancio del girone di andata «Ci alleniamo sempre in sei, le regole vanno riviste»

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CECINA. Con il campionato che rischia di diventare sempre più uno spezzatino, a causa dei rinvii per Covid che hanno caratterizzato le ultime due giornate, è tempo di un primo bilancio per la stagione del Basket Cecina.

Arrivati al giro di boa - questo weekend inizia infatti il girone di ritorno - la Sintecnica si trova ad affrontare la seconda parte di stagione con 8 punti all’attivo, frutto di 4 vittorie e di 10 sconfitte, nelle 14 gare giocate. Un bottino che costringe Cecina a navigare nelle acque pericolose della classifica con 2 punti di vantaggio sul fanalino di coda Borgomanero e a 2 punti dal treno di 4 squadre a quota 10 composto da Empoli, Piombino, Sangiorgese e Oleggio. Quattro posizioni che Cecina deve cercare di scalare per potersi almeno mettere nella posizione “neutra” e per ottenere l’obiettivo salvezza senza passare dai playout.

La situazione, tuttavia, in casa rossoblù non è affatto positiva e l’orizzonte, almeno quello più prossimo, non lascia presagire a un miglioramento. Stiamo parlando del capitolo assenze, vera bega di tutta la stagione rossoblù che non vuol saperne di abbandonare la società di via Toscana.

Roberto Russo non nasconde la frustrazione per la situazione attraversata: «Se non fosse che nel mondo ci sono problemi ben più gravi, direi che la nostra condizione è drammatica. Tra problemi di positività al Covid e infortuni, sembra che a Cecina ci sia quasi una maledizione dalla quale non si riesce a uscire. Abbiamo delle situazioni gravi come quella di Czoska, di Banchi e di Pellegrini. In più Guerrieri rientra da oltre un mese e mezzo di inattività e Milojevic sta attraversando una situazione difficile dal punto di vista personale, oltre che dal punto di vista fisico».

Il coach rossoblù indica, come difficoltà principale, quella degli allenamenti. «Dai primi di dicembre, dopo un tour de force di tre partite in una settimana che una squadra come la nostra difficilmente può permettersi, ho solo 6 giocatori effettivi e in queste condizioni non ci si può allenare. Le partite in palestra si svolgono 3 contro 3 e non è difficile immaginare come sia praticamente impossibile provare le situazioni della partita. Basti pensare che Fioravanti - l’ultimo arrivato in casa rossoblù - non si è mai allenato 5 contro 5».

Ampliando l’analisi a tutta la stagione, il coach prosegue: «Su 14 gare disputate, soltanto in 4 occasioni ho avuto la squadra al completo. Chi mi conosce sa che non sono il tipo che si demoralizza o che cerca alibi, ma così è veramente impossibile parlare di pallacanestro».

Confrontando l’andamento di questa stagione con quello delle ultime tre a “formula classica” – escluso dunque lo scorso campionato che presentava una formula rivista per via della pandemia – il borsino del girone d’andata è piuttosto in linea: 5 le vittorie nel 2019/2020 (prima dell’interruzione del campionato a fine febbraio 2020), 3 quelle nella stagione 2018/2019 - conclusa poi con l’eliminazione ai playout e la retrocessione - 6 quelle nel campionato 2017/2018 che, alla fine del girone di ritorno, vide Cecina approdare ai playoff. Ogni stagione, ovviamente, fa storia a sé, ma stando anche ai risultati degli scorsi campionati, Cecina ha tutto il tempo per provare a recuperare terreno e punti e giocarsi la conquista della salvezza. «Dovevamo avere almeno 6 punti in più – commenta il coach – ma in partite come l’ultima contro Vigevano, dopo due tempi di vera pallacanestro, quando gli avversari la mettono sul piano fisico, noi con soli 6 giocatori effettivi non riusciamo a reagire, concedendo vittoria e punti. La classifica è comunque molto corta, con 3-4 vittorie consecutive puoi ritrovarti anche in zona play-off e la nostra speranza per il ritorno è di cercare di portare a casa il 60% dei risultati a disposizione».

La situazione di Cecina, pur se con una componente di sfortuna che Russo sottolinea, è comune anche ad altre squadre e in questo senso Russo allarga la sua analisi: «Dobbiamo renderci conto che non ci sono soltanto i problemi legati al Covid, ma ci sono anche gli infortuni. Chi fa le regole e chi deve essere bravo a portare avanti i campionati, deve tenere in considerazione tutto, invece siamo di fronte a situazioni assurde. Un esempio è il return to play: in caso di positività, quando un giocatore si negativizza, deve sostenere le visite mediche per l’idoneità per le quali, data la situazione congestionata del momento, spesso non c’è disponibilità per fissare l’appuntamento, allungando ulteriormente i tempi e dunque l’assenza di un giocatore».

«Sono convinto – conclude Russo – che la mia squadra al completo se la giochi con tutte le avversarie, ma quando ti mancano il play e il pivot titolare, quando anche le riserve mancano e ti ritrovi con 6 ragazzi, possiamo sì provare a fare miracoli sportivi come contro Vigevano, ma il senso di frustrazione è enorme».

E domenica Cecina sarà di scena a San Miniato per la prima di ritorno.

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di Redazione web