Il Tirreno

Livorno

Ceccarini parla da leader «Mi vedo trascinatrice Ma se sento mio padre...»

Donatella Domenici
Ceccarini parla da leader «Mi vedo trascinatrice Ma se sento mio padre...»

Classe 1999, Sara è il punto di forza del Jolly capolista in serie B e figlia di quel Gianluca protagonista nella Libertas degli anni ’90 

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LIVORNO. Sara Ceccarini, livornese doc classe 1999, capitano e grande protagonista nelle file del Jolly Acli, capolista indiscussa del campionato di serie B regionale, commenta con un po’ di rammarico lo stop che ancora una volta la pandemia ha costretto anche il femminile.

«Anche se stiamo tutte bene – dichiara la capitano rosablù – nella squadra ci sono stati ben sette casi di positività. Oggi la situazione è in via di miglioramento e speriamo quanto prima di poterne uscirne e tornare alla normalità sia di vita che di basket».

Questo stop può pesare alla squadra?

«Sicuramente non fa bene. In primis perché non ci siamo più potute allenare, e poi perché stavamo venendo da una bella serie di vittorie (percorso netto nel girone di andata, ndr), invece la pausa per le vacanze natalizie e questo problema di Covid hanno rotto un po’ gli schemi. Però sono convinta che la nostra ripresa sarà buona. La strada è ancora lunga, inutile cullarsi su questi successi visto che manca tutto il girone di ritorno, playoff ed eventuale spareggio per il salto in A2. Ma siamo pronte alla battaglia per centrare l’obiettivo».

Che differenza trova tra la A2 dell’anno passato e la B di questa stagione?

«L’impegno, per me che studio e faccio minibasket, è minore e le trasferte sono più accettabili. A livello di squadra rispetto all’anno scorso c’è più alchimia tra di noi e questo si vede anche in campo. Il livello per adesso è inferiore, e questo ha la sua valenza. La differenza è grande. In A2 ci sono più professioniste, stipendiate, che si allenano tutti i giorni mattina e pomeriggio, in B regionale è tutto più soft».

Quale aggettivo la descrive meglio?

«Nel basket penso di avere l’indole di trascinatrice, almeno il mio obiettivo è quello e per adesso credo di farlo al meglio ».

L’importanza del basket femminile oggi?

«Se parliamo di arrivare a livello maschile, beh, siamo ancora lontani. Però, parlando nello specifico di Livorno, anche con l’incentivo dei derby seppur non paragonabile con Libertas e Pielle, per entrambe le società c’è un forte stimolo a fare bene. Anche per noi è molto stimolante».

Abbiamo già parlato di babbo Gianluca Ceccarini, play di qualità protagonista nella Libertas degli anni ’90, continua a darle consigli preziosi?

«Non diciamolo perché altrimenti si monta la testa..ahaha. Ma mi fa solo un grande piacere, considerando che è grazie anche a lui che prima di tutto mi sono avvicinata al basket, e poi che posso crescere. Alla fine di ogni gara spesso mi rimprovera bonariamente».

Tipo?

«Ad esempio “Ma come Sara hai sbagliato due tiri liberi...», oppure «ma che passaggio hai fatto...», ma comunque per me tutto questo è assolutamente stimolante».

Nel privato come si descrive?

«Con gli studi ci siamo quasi. Mi mancano tre esami e a maggio mi auguro davvero di laurearmi in “Scienze del servizio sociale”. Sono fidanzata con Giacomo da quattro anni e, sì, posso senza dubbio affermare che sono molto contenta della mia vita».

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