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Livorno

l’intervista 

«Livorno-Pls è un’operazione super Mi hanno chiamato, sto valutando»

Alessandro Lazzerini
«Livorno-Pls è un’operazione super Mi hanno chiamato, sto valutando»

Matteo Niccolai è stato tecnico alle Sorgenti per otto anni e mezzo e ora è stato contattato da Braccini «Questo accordo sarebbe una svolta storica, nascerebbe una società ambiziosa e con un gran vivaio»

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Alessandro Lazzerini

livorno. Per otto anni e mezzo è stato il tecnico della prima squadra della Pro Livorno Sorgenti, dopo un trascorso anche nel settore giovanile, ed ha lavorato fianco a fianco con Marco Braccini costruendo una favola come quella che hanno vissuto i biancoverdi negli ultimi. Una volta arrivato l’esonero dalla PLS è stato visto spesso e volentieri a seguire il Livorno, quindi possiamo dire che nessuno in città come Matteo Niccolai può avere conoscenza delle due realtà citate e di quello che potrebbe nascere nel caso la trattativa di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi dovesse andare a buon fine.

«Penso sia una cosa positiva per entrambe le società – esordisce Niccolai – La Pro Livorno Sorgenti darebbe in mano il super lavoro degli ultimi anni ad una società ambiziosa e con risorse di un certo livello. Sarebbe una scelta storica, che rimarrebbe negli annali, per il grande aiuto che la società biancoverde darebbe alla rinascita del calcio a Livorno».

Quindi nessun dubbio guardandola dal lato dei biancoverdi?

«Credo che la PLS in questi anni abbia raggiunto il massimo di quello che è nelle sue possibilità con la Serie D. Così facendo offre al Livorno una base importantissima da cui partire. In questi anni i biancoverdi hanno dimostrato di poter andare avanti tranquillamente da soli e potrebbero farlo ancora, quindi se c’è questa possibilità vuol dire che anche per la PLS avrà risvolti positivi».

Sicuramente c’è la zampino di Braccini dietro questa mossa.

«Marco conosce alla perfezione le potenzialità dell’ambiente PLS, dei ragazzi del settore giovanile così come di tutti gli istruttori che ne fanno parte. A mio modo di vedere per il Livorno non ci poteva essere soluzione migliore, aveva bisogno di un punto di riferimento da cui partire e la Pro Livorno è l’occasione migliore».

E Marco Braccini come lo vede alla guida del settore giovanile?

«È la persona adatta, forse l’unica in città che può far rinascere il settore giovanile a Livorno dalle ceneri. Sono stati bravi gli amaranto a non farselo scappare, visto che aveva tante richieste, ma il suo unico pensiero in questi mesi è sempre stato il Livorno. Era il suo sogno».

La PLS ha una Juniores Nazionale ottima con dei 2004 molti interessanti e i 2005 sono primi nell’Elite. Una bella base, no?

«Certo, se il Livorno il prossimo anno dovesse fare la Serie D, come ci auguriamo, avrà bisogno di un bel numero di quote che in quel campionato sono quasi più importanti dei senior. Rivestono un ruolo ancor più importante che in Eccellenza. Per indossare la maglia amaranto servono ragazzi pronti sotto tutti i punti di vista, soprattutto emotivo e caratteriale, ma credo che nella PLS ci siano alcuni che possono fare al caso del Livorno».

E lei invece cosa farà?

«Ancora non lo so. Con Marco abbiamo parlato in questi giorni di una mezza idea legata al settore giovanile del Livorno appunto. Per adesso però è molto presto ancora e ci sono tante cose da valutare. In questi ultimi nove anni ho guidato una prima squadra e mi piacerebbe proseguire su questo tipo di scelta. Sto facendo molte valutazioni. Devo capire se questo per me rappresenterebbe un passo avanti o indietro».

Nell’intervista al nostro giornale Braccini ha detto che lei potrebbe fare l’allenatore come lavoro. È d’accordo?

«È un sogno che ho, perché vivere di calcio sarebbe il top. Allo stesso tempo per far sì che diventi così ci vuole che tante caselle della vita privata e quella lavorativa vadano al posto giusto. Sarebbe un azzardo, vorrebbe dire lasciare il mio lavoro e “buttarmi” in qualche modo. Vediamo un po’ nei prossimi mesi».

Se il Livorno tornasse nel professionismo, non ci si vedrebbe in un ruolo come quello di Alberto De Rossi a Roma, allenatore della Primavera?

«Il professionismo fa più gola e personalmente mi è sempre piaciuto veder migliorare le mie squadre attraverso il lavoro, figuriamoci cosa potrebbe essere con i giovani che hanno margini di crescita incredibili. Però per adesso parliamo di un futuro non troppo prossimo, ecco».

Quando potrebbe esserci una situazione più chiara per lei?

«Le squadre adesso con tutta la confusione che c’è intorno stanno pensando a portare a termine i campionati e nient’altro. Magari tra un po’ qualcuno inizierà a pianificare il prossimo anno ed in quel momento anch’io dovrò prendere le mie decisioni».

Sono passati ormai due mesi dall’esonero alla PLS, come lo ha vissuto?

«Il dispiacere maggiore è stato dover lasciare i ragazzi, ma l’esonero nella vita di un allenatore fa parte del gioco. Certo, a mio modo di vedere la situazione poteva essere gestita in maniera diversa e sono rimasto molto deluso da tante persone all’interno della Pro Livorno, proprio a livello personale, ma si va avanti».

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