Gioco
Seminara ritrova le origini biancoverdi «La Pro Livorno merita molto di più»
Dario Serpan
LIVORNO. Torna dove aveva cominciato. È uno degli ultimi due arrivati in maglia biancoverde e appena il campionato ripartirà, domenica 23 gennaio, ritroverà subito di fronte la sua ex squadra, quella che ha appena lasciato per tornare nella sua città e accasarsi alla Pro Livorno Sorgenti. Davide Seminara, terzino sinistro classe 1998, è pronto a sfrecciare sulla fascia per spingere la Pls verso la “remuntada”. Ad oggi è un’impresa assoluta, perché la squadra di Paolo Stringara è ultima con 9 punti in serie D girone E, quando manca solo un turno per chiudere il girone d’andata. Se tutto va secondo i piani, questo weekend sarà l’ultimo di pausa, prima di riprendere il cammino, ma intanto questa sosta va sfruttata appieno per ricaricare le batterie, recuperare gli infortunati e favorire l’inserimento dei nuovi arrivati.
Da inizio anno, Seminara si allena con i suoi nuovi compagni: qual è stato il primo impatto?
«Positivo. Conoscevo già alcuni ragazzi come Cavalli, Bachini, Camarlinghi e Canessa. Ho subito percepito le qualità del gruppo e le doti del mister sia a livello umano che professionale».
Ha lasciato una squadra, la Pianese, che viaggia a metà classifica e dove stava giocando con una certa continuità: perché?
«Per scelte della società sono stato messo nelle condizioni di poter partire. So che cambiare a stagione in corso non è mai semplice, ma ho pensato di riavvicinarmi a casa e ho detto sì alla Pro Livorno Sorgenti perché secondo me merita più dei 9 punti che ha in classifica. Sono convinto che si possa tutti insieme ribaltare la situazione».
Ecco, appunto, come si può uscire dal tunnel dal suo punto di vista?
«La squadra è giovane e può trovare più difficoltà a uscire da un momento negativo. L’assenza di capitan Rossi, poi, ha pesato molto, anche dal punto di vista mentale. Perciò con il suo rientro e l’impegno di tutti le chance di risalire ci sono. Se troviamo presto un buon risultato possiamo aprire una serie positiva e risalire la china».
Magari già contro la Pianese: che effetto le fa pensare di incontrarla subito?
«Sarà una partita bella e difficile. La Pianese è una squadra costruita inizialmente per stare ai piani alti, eppure non vince da oltre un mese e stavamo facendo fatica a risalire. Questo è un campionato strano».
Andando a ritroso, nel suo curriculum ci sono esperienze in serie C con Prato, Reggina, Matelica e Pianese; prima ancora le giovanili dell’Empoli. Ma tutto cominciò dal biancoverde…
«Sì, la mia prima squadra è stata la Pro Livorno, prima della fusione con il Sorgenti Labrone. Poi sono passato all’Antignano, e da lì all’Empoli. Adesso, rieccomi qua».
Con quali obiettivi?
«A livello collettivo, ovviamente, l’obiettivo è la salvezza, mentre sul piano personale cerco continuità dopo che l’anno scorso sono stato fermo perché mi sono operato al crociato. Voglio fare bene e aiutare la squadra portando la mia piccola esperienza. Sono un terzino sinistro, mancino; posso fare anche il quinto a sinistra, ma all’occorrenza ho fatto anche il centrale. Sono in una buona condizione e sono pronto per giocare. Spero di convincerlo il mister».
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