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Il livornese Milani nei top 11 di serie C «Sogno il salto in B e poi l’amaranto»

Alessandro Lazzerini
Il livornese Milani nei top 11 di serie C «Sogno il salto in B e poi l’amaranto»

L’esterno del Pontedera è stato inserito tra i giovani più forti «A Empoli non mi consideravano sono ripartito dal basso»

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Alessandro Lazzerini

LIVORNO. Classica lunga pausa invernale per la Serie C che dopo aver disputato l’ultima giornata il 22 dicembre, dovrebbe tornare in campo tra un paio di settimane, con il condizionale che è d’obbligo per la situazione socio-sanitaria che sta mettendo in grande difficoltà lo sport italiano.

In questo momento senza partite, Eleven Sports, la televisione ufficiale del terzo campionato italiano, ha pubblicato sui propri profili social le top 11 di ogni girone e quelle relative ad alcune categorie specifiche, tra cui i giovani.

In quest’ultima formazione-tipo c’è anche Lorenzo Milani, esterno classe 2001 in forza al Pontedera. Uno di quei giovani “scappati” al calcio labronico, un fenomeno diffuso negli anni scorsi e che il nuovo settore giovanile amaranto, negli anni a venire col tempo vorrà limare.

Calcisticamente Milani è cresciuto nella Pro Livorno Sorgenti prima di fare tutta la trafila giovanile dell’Empoli. Poi un anno importante al Grosseto ed infine questa è la seconda stagione in maglia granata, dove si sta mettendo in mostra giornata dopo giornata. «Ho saputo la notizia leggendola su Instagram - racconta -, nessuno mi aveva avvertito. È una bella soddisfazione che mi rende felice ed orgoglioso e arriva dopo tanti sacrifici ed una scalata partita da lontano».

Cosa rappresenta per lei?

«Una conferma. Perché quest’anno con tre gol e due assist fin qui avevo la consapevolezza di aver fatto un girone d’andata positivo, ma una nomination come questa certifica quello che sto facendo sul campo. In più rappresenta una vetrina importante e una nuova iniezione di forza e convinzione per continuare a credere in quello che faccio».

Eppure è partito dalla Serie D e adesso è al top della C.

«Ognuno ha la sua strada, non ce n’è una migliore o peggiore. Qualcuno parte direttamente dalla Serie A o altri come me dai dilettanti. Ad Empoli in Primavera non avevo troppa considerazione e quindi ho deciso di rimboccarmi le maniche e ripartire dalla Serie D. A Grosseto è stato un anno pazzesco terminato con la vittoria del campionato che mi ha spalancato le porte del professionismo. Avevo 18 anni, una stagione in cui sono diventato uomo».

E a Pontedera come si trova?

«La considero un’isola felice. L’ideale per un ragazzo giovane come me. Appena arrivato ho sentito le responsabilità che di solito danno ai giocatori più esperti. È l’ambiente giusto per crescere perché sa darti tempo, aspettando qualche errore che magari fa parte del percorso. C’è grande fiducia sui giovani, ma allo stesso tempo pretendono molto. Il giusto equilibrio».

Con mister Ivan Maraia che rapporto ha?

«È un allenatore che crede molto in me e sento da parte sua tutta la volontà di farmi crescere. Sa come motivarmi, ma soprattutto non stacca un attimo la spina, che sia allenamento o partita, è sempre lì pronto a darmi un consiglio o rimproverarmi una giocata sbagliata. Un po’ lo stesso che è accaduto con Magrini a Grosseto. Due persone a cui devo molto».

C’è un giocatore a cui si ispira?

«Dico Neymar».

Ma lei non fa l’attaccante…

«Mi piace l’idea di giocare a calcio divertendosi, l’idea dello spettacolo. Quindi se devo scegliere un’ispirazione scelgo lui. Per quanto riguarda il ruolo, a Grosseto giocavo terzino, ora faccio il quinto di centrocampo, ma in passato ho giocato anche da terzo d’attacco. Diciamo che sulla fascia va bene tutto».

E lei si sente pronto per la Serie B se arrivasse una chiamata?

«Non si può dire se sono pronto o no. Quest’anno ho giocato contro squadre come il Modena che hanno giocatori con anni e anni di Serie B alle spalle, penso a Tremolada o Ciofani, quindi credo che il livello in cadetteria sia abbastanza simile alle formazioni top di Serie C. Sicuramente è un’avventura che sogno perché mi porterebbe a fare uno nuovo step di crescita e sarebbe uno stimolo ulteriore a migliorare ancora. Spero possa arrivare il prima possibile».

Facciamo fantacalcio: se in un futuro il Livorno dovesse tornare nel professionismo?

«Beh, innanzitutto me lo auguro, perché da livornese e da tifoso del Livorno la speranza è quella. Da piccolo era bello andare allo stadio e vedere gli amaranto confrontarsi con squadre di Serie A. Mi auguro possano tornare certi palcoscenici e poi vedremo. Nel calcio è difficile prevedere qualcosa, ma se un domani si presentasse l’occasione la coglierei volentieri».

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