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Livorno

Le emozioni Forti «Voglio battere la PL per la gioia dei tifosi»

Fabrizio Pucci
Le emozioni Forti «Voglio battere la PL per la gioia dei tifosi»

Di nuovo nel gruppo Libertas dopo il brutto infortunio alla caviglia  «Finchè vestiro questa maglia, ho un unico obiettivo: la serie A» 

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Fabrizio Pucci

livorno. La caviglia che si gira. Il dolore lancinante. La grande paura. Sabato 9 ottobre la Maurelli Libertas ha perso il suo capitano per infortunio: distorsione con interessamento dei legamenti. Due mesi e mezzo dopo Francesco Forti fa il punto della situazione: «Adesso sto bene. Ho ripreso ad allenarmi con la squadra. Gestendo il carico di lavoro con il preparatore Rizzacasa perché sono stato fermo oltre due mesi praticamente un’estate. Faccio di tutto per essere presente al derby nelle migliori condizioni possibili. Adesso vedo la luce in fondo al tunnel. Sono già andato in panchina e questo mi ha dato forza e speranza».

Qual è stato il momento peggiore?

«Quando mi sono fatto male perché ho sentito subito che si trattava di qualcosa di più grave di una semplice distorsione. Ho sofferto nell’attesa del responso degli esami clinici e per l’impossibilità di dare il mio apporto ai miei compagni di squadre per dodici partite».

Che cosa le ha insegnato l’infortunio?

«Quando stai fuori puoi solo lavorare sulla testa. Ho cercato di approfittare dello stop per lavorare su altri aspetti del mio carattere e del mio gioco su cui non ci si sofferma quando si gioca. Non vedo l’ora di ricominciare a giocare a esultare con i compagni e i tifosi».

Come valuta il suo 2021?

«In chiaroscuro. Per come si è chiuso l’anno scorso è stato bello, ma mi è rimasto sempre un nodo alla gola perché quella sera del 23 giugno a Piacenza non abbiamo finito la stagione come volevo e sognavo. Quello della promozione è l’unico obiettivo che ho fin quando vestirò questa maglia. La seconda parte dell’anno era iniziata benissimo. Ero molto carico, ma non ho mai giocato. E vedere la squadra che ha sofferto tanto per gli infortuni e i risultati non mi ha aiutato».

Come riparte la Libertas?

«Le stagioni così sono impreviste. Abbiamo avuto infortuni in serie tutti seri penso al mio, a quello di Ammannato, Toniato e ora Morgillo. All’inizio non avevamo neanche Onojaife. Siamo mai stati al completo e questo per noi è stato un danno. Voglio però vedere il bicchiere mezzo pieno: chiunque è entrato in campo ha sempre dato l’anima per sopperire alle assenze. A volte ci siamo riusciti meglio a volte peggio, ma questa è una squadra formata da dieci giocatore veri. Ogni giocatore è fondamentale. Adesso è molto importante recuperare tutti il prima possibile per arrivare al derby e alla seconda parte della stagione con un piglio diverso e con la squadra messa meglio fisicamente. Prima della fine del girone di andata giochiamo il derby e a Varese. Sono partite da vincere».

A proposito di derby. L’attesa in città cresce…

«È normale. Noi saremo pronti. La nostra squadra ha fame. Chi è rimasto, dall’anno scorso ha in mente un unico obiettivo. Per questo dobbiamo recuperare i punti persi per strada. Fare fatti e dire meno parole. Vogliamo portare a casa il derby anche per i nostri tifosi che ci hanno sostenuto e incoraggiato. Loro sono motivo di orgoglio e di rivincita per le partite lasciate per strada».

Come quella di Vigevano?

«Eh sì. Siamo andati a un passo dalla vittoria, ma da ora in poi non possiamo più pensare di andarci vicino. Dobbiamo sistemare prima possibile la classifica. Il lavoro che facciamo in palestra deve essere ripagato. Il tempo degli alibi è finito. Tutti vogliamo dimostrare il nostro valore».

Francesco, dica la verità. Riesce a staccare o “si porta il lavoro a casa”?

«Ho capito il senso della sua domanda. Vivo tutto in modo amplificato, più sentito, intenso. Per me è bellissimo. Vestire la maglia della Libertas, esserne il capitano è meraviglioso. Questo al di là di ciò che ha fatto mio padre. Andrea è Andrea. Io sono io. Quello che verrà sarà merito e demerito mio. Finché vestirò questa maglia cerchierò di coronare il sogno di che questi colori, la società e i tifosi meritano».

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