Gioco
Il derby dimezzato I tifosi della Pielle scelgono la linea dura «Noi restiamo fuori»
Dopo le proteste contro i prezzi imposti dalla Libertas «Faremo il tifo dall’esterno, i nostri soldi in beneficenza»
livorno. Tanto tuonò, che piovve. Dopo le accuse dei giorni scorsi nei confronti della Libertas per l’aumento dei prezzi dei biglietti in vista del derby (in programma domenica 9), i tifosi della Pielle hanno scelto la linea dura: «Noi il 9 gennaio al derby non entriamo».
Premiamo rewind e cerchiamo di chiarire la storia. Nei giorni scorsi è scoppiato il caso legato al caro-biglietti, dopo che è stata pubblicata la locandina con i prezzi adottati dalla Libertas, ritoccati all'insù di 3 euro (quindi costo 16 euro per un biglietto di curva) rispetto alle altre partite in calendario. I tifosi PL sono subito scesi sul piede di guerra, mentre il presidente della Libertas, Consigli, spiegava al nostro giornale che il prezzo era inevitabile visto l’aumento delle spese e che addirittura l’incasso sarebbe forse bastato per andare pari. E in effetti di questi tempi, tutte le società non se la passano granché bene viste le mille limitazioni e spese anche solo per i controlli.
I tifosi PL aspettavano forse un segnale di avvicinamento da parte dei dirigenti Libertas, ma niente è cambiato e i prezzi sono rimasti invariati. E così, ecco la decisione drastica: non entrare al PalaModì per il derby e lasciare vuota la curva. I Rebels, gruppo organizzato storico della Curva Sud, hanno anche spiegato in un lungo documento le motivazioni di questa scelta, rispondendo anche a quelle che erano state le spiegazioni del presidente libertassimo Consigli. «Se il prezzo del biglietto è paritario alla partita di coppa, vuol dire che è la seconda volta che si aumenta il prezzo solo in occasione di ogni incontro con la Pielle e questo gia’ non è accettabile. I costi raddoppiati rispetto ad un normale fine settimana diviso con la Pielle, è una completa inesattezza in quanto almeno sino alla data del “derby” sono sostenuti dal Comune di Livorno e rimborsati in seguito dall’amministrazione».
Poi il discorso dei Rebels si allarga. «Vogliamo inoltre chiarire che il tacciarci di “poveri” da parte di qualcuno (non parliamo nè del presidente tanto meno della dirigenza Libertas) solo per aver affrontato un tema economico è meschino e offensivo, e non verso di noi ma nei confronti della cittadinanza livornese. La nostra curva e la nostra tifoseria abbraccia tutti i ceti sociali, presenti nella nostra città, come in tutte le curve, e se c’è qualcuno che ha delle difficoltà viene aiutato dagli altri. Chi risponde alla nostra sollevazione del problema in questo modo non ha capito nulla».
La scelta dunque sarà di restare fuori al derby. «Per concludere e per aiutare chi non capisce che la nostra non è una mera protesta per qualche euro, ma una mancanza di rispetto nei confronti di tutti, organizzeremo una raccolta al fine di devolvere la somma in beneficenza. Visto che la beneficenza la facciamo a chi la merita».
Esiste un margine per ricucire questo strappo? Chissà. Di certo, al di là di ragione o torto che non spetta a noi individuare, sarebbe un peccato vedere un derby dimezzato. E questo lo sanno sia i tifosi PL che quelli LL.
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