Gioco
Pro Livorno, i numeri parlano Mai nella storia così in basso
Anche Stringara non vede la luce e ora si attende i rinforzi dalla società Con lui un solo punto in sette partite, con Niccolai erano stati otto in otto gare
Dario Serpan
LIVORNO. Mai così in basso. Neanche nella stagione 2014/15, quella della retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione, la Pro Livorno Sorgenti aveva una posizione e un paniere di punti così penalizzante dopo 16 giornate. I numeri parlano e dicono che dal 2010, anno della fusione tra Pro Livorno e Sorgenti, una situazione così negativa non si era mai vissuta. I biancoverdi salutano il 2021 da ultimi della classe in serie D girone E.
Questa la fotografia: 9 punti raccolti in sedici giornate; due vittorie, tre pareggi e ben undici sconfitte; 14 gol fatti (soltanto il Cannara ne ha segnati meno), 37 gol subiti (peggior difesa del campionato, nonché di tutta la serie D assieme a quelle di Nereto e San Martino, rispettivamente nei gironi F e C).
Adesso scatta la sosta per le festività e si tornerà in campo il 9 gennaio. Due weekend senza gare ufficiali e due settimane abbondanti per cercare di ricaricarsi sotto tutti i punti di vista. Il girone d’andata deve ancora chiudersi (manca una giornata), ma la Pls sa già che lo concluderà da ultima in classifica, poiché accusa un ritardo di 4 lunghezze dal trittico di squadre che la precedono, formato da Rieti, Cascina e UniPomezia.
La società continua a cercare rinforzi sul mercato, sperando anche di attingere da categorie superiori, ma intanto deve fare i conti con gli errori fin qui fatti e con un cambio alla guida tecnica che, per ora, non ha portato i frutti sperati. Numeri alla mano, il quadro è evidente: delle 16 giornate finora disputate, le prime otto appartengono alla gestione Niccolai, che ha raccolto 8 punti mettendo insieme due vittorie, due pareggi e quattro sconfitte (media di 1 punto a partita); dopo l’esonero intervenuto all’indomani del 3-1 subito a Montespaccato, Claudio Galici ha fatto da reggente per una settimana, conclusa con lo 0-5 interno dalla Sangiovannese, quindi è cominciata l’avventura di Paolo Stringara, che in sette uscite sulla panchina dei biancoverdi ha rimediato sei ko e un pareggio (media di 0,14 punti a partita). Un solo punto sui 9 totali in dote.
Che si fa quindi adesso? Non si tratta di discutere le qualità dei due allenatori, diversi ma entrambi capaci, quanto di individuare i motivi della crisi. Uno di questi sta negli infortuni: quelli di Giacomo Rossi e Giulio Camarlinghi (non gli unici) hanno pesato, ma sono entrambi rientrati e in fase di recupero pieno. Un altro sta nella costruzione della rosa a inizio stagione: non c’è stata una rivoluzione, ma un po’ di nomi sono cambiati e c’era la sensazione di aver migliorato l’organico. Ma il campo non sta dicendo questo e in certi ruoli la squadra soffre molto rispetto all’anno scorso. Quindi bisogna correre ai ripari, ma fare mercato da ultimi in classifica è dura.
Non tutto è perduto, non resta che lottare e sperare in buone nuove dal 2022.
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