Gioco
La festa del popolo amaranto cori e abbracci con la squadra
seravezza. Il Livorno giocava in casa e non solo per una questione di calendario ma perché mille tifosi hanno seguito gli amaranto in quella che a tutti gli effetti era una vera e propria trasferta in terra versiliese. Sul manto verde del “Buon Riposo” è stata una battaglia e come a Ponsacco i labronici hanno vinto di ‘corto muso’ , sostenuti per novanta minuti dai propri supporters. La Curva Nord, piazzata nella gradinata del Buon Riposo, ha subito lanciato un messaggio importante ai suoi ragazzi ad inizio gara “ovunque giocherai, noi siamo della nord e non ti lasceremo mai”. Un grido di battaglia, una carica per una squadra che è apparsa concentrata e decisamente dentro la partita per tutto l’arco dei novanta minuti.
Una vittoria ‘di categoria’. Come voleva Buglio e come piace ai tifosi che prima sono esplosi al gol di Frati che si è fatto tutto il campo per andare sotto alla sua gente. E poi si sono goduti una festa infinita a fine partita. Almeno dieci minuti di cori, applausi e abbracci in cima alla rete con i propri beniamini. Il solito coro che ormai è un ritornello del finale “Livorno è la mia vita, non solo alla partita io sarò con te”. E c’erano i tifosi amaranto. Nonostante il campo neutro. E sono tornati a casa col sorriso. Quello di chi sa di aver vinto una sfida che vale più di tre punti e di avere una squadra che incarna alla perfezione lo spirito livornese. Dai ragazzi alla società.
Emblematica in tribuna è stata l’esultanza del direttore sportivo Raffaele Pinzani, che nella zona dove si erano raggruppati i tanti amaranto indisponibili, è esploso di gioia al fischio finale. Le mani alzate al cielo ed entrambi i pugni chiusi in segno di vittoria.
È la fotografia della giornata. Di un Livorno che vince e va. E qualcuno adesso provi a fermarlo.
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