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«Anche senza otto giocatori ora siamo una squadra vera»

«Anche senza otto giocatori ora siamo una squadra vera»

Buglio esalta la prova dei suoi ragazzi: «Tutti bravissimi e Giuliani super Felice per il titolo d’inverno ma mi mancano due punti con la Cuoiopelli»

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Fabrizio Pucci

seravezza. Ecco il Livorno, quello che impugna la clava, che morde quando deve e che blinda la difesa che scappa in classifica, che si aggiudica il titolo di campione d’inverno, platonico quanto si voglia, ma comunque assai significativo. E Buglio questa sua creatura se la coccola tutta: «Abbiamo vinto per la seconda volta consecutiva per 1-0. Non era mai successo. È un bel segnale. È stata una vittoria di squadra, di staff, di società. Sono molto soddisfatto».

Poca sofferenza a dispetto dei tanti assenti…

«Preferisco non parlare di chi non c’era altrimenti mi viene la pelle d’oca. A questi si è aggiunto in extremis anche Ghinassi. Nella rifinitura ha calciato un rigore e ha sentito pizzicare quindi è stato fuori anche lui. Ero comunque sereno perché la soluzione ce l’avevo nella squadra, nel gruppo. Adesso abbiamo una forza mentale, una consapevolezza, un’autostima che ci permette di giocare senza otto giocatori e senza centrali. Nel finale ho messo dentro per un minuto anche Palmiero, quasi con il timore che si facesse male. E comunque tornando a Ghinassi devo dire che chi lo ha sostituito lo ha fatto ottimamente».

Si riferisce a Giuliani?

«Sì. Era l’unico fuori ruolo, l’unico adattato perché non volevo stravolgere squadra e sistema di gioco dal momento in cui siamo in fiducia, autostima e abbiamo continuità di risultati. Il ragazzo è intelligente, si applica. Mi ha dato una risposta importante. Merita una menzione particolare. Ho scelto lui per quel ruolo e sono contento di averlo fatto. Come detto eravamo senza centrali di difesa e per questo c’era un po’ di fibrillazione, ma lui è stato bravissimo e ha interpretato la partita nel migliore dei modi».

Era la terza partita in una settimana. Risposta positiva anche dal punto di vista atletico?

«Certo, anche se negli ultimi dieci minuti eravamo molto stanchi. Eravamo in debito d’ossigeno. Ho premiato i ragazzi con un giorno in più di riposo per recuperare energie mentali e fisiche in vista della partita con il Castelfiorentino. Dobbiamo sempre rimanere umili e con i piedi per terra e lavorare perché il nostro obiettivo è a maggio».

29 punti alla fine del girone d’andata, non male, vero?

«“Sì, ma ci mancano due punti, quelli gettati via in 11 contro 9 sul campo della Cuoiopelli. Non me li scordo mica, quelli. Nella mia carriera non mi era mai successo di essere rimontato in condizione di doppio superiorità numerica. Commisi degli errori e li pagammo. Quella è una cicatrice che chiuderemo solo a fine campionato».

Contiamo però che il 20 agosto qui c’erano solo macerie…

«Fa piacere che questo aspetto venga ricordato. Non deve essere un alibi, ma motivo di soddisfazione per il percorso che abbiamo fatto. Sono contento anche dell’entusiasmo che è stato ricreato. Nel prepartita ai ragazzi ho detto di non perdere quell’entusiasmo. I nostri tifosi li hanno sostenuti qui e mercoledì a Ponsacco sotto il diluvio: questo è un segnale forte. La mia squadra deve lottare per i tifosi».

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