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Livorno

Libertas, che cena: Ricci e champagne L’amaro e il conto restano all’Use

Fabrizio Pucci
Libertas, che cena: Ricci e champagne L’amaro e il conto restano all’Use

A Empoli prestazione monstre del numero 12: venti punti e leadership nei momenti-chiave. Onojaife-Bechi, il bello dei giovani

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Fabrizio Pucci

EMPOLI. Come l’araba fenice. Dopo la pesante sconfitta interna con Pavia la Libertas è risorta a Empoli dove ha conquistato due punti dal valore inestimabile perché l’impresa ha preso corpo nel momento più difficile di quella che era la partita più delicata di questo primo segmento della stagione. Tempra e grinta sono qualità di cui solo le grandi squadre sono dotate. E a casa dell’Use la Libertas ha dato la dimostrazione plastica di esserne dotata. 20’ di equilibrio pressoché assoluto (massimo vantaggio ospite +6 sul 7-13 ed empolese +5 sul 18-13 per via del successivo break di 11-0) poi i fuochi artificiali dopo l’intervallo lungo. La Libertas ha approcciato male il terzo quarto con azioni costruite e negli ultimi sette-otto secondi disponibili e finalizzate peggio. Così Empoli è schizzata via e ha scavato il solco che avrebbe ingoiato anche un gigante, ma non l’immenso cuore della Libertas. Ridotta i minimi termini e con alti (e proficui) minutaggi per Onojaife, Kuuba e Bechi spesso contemporaneamente in campo per la gioia della casa madre Don Bosco, la squadra di Fantozzi non si è arresa al destino che pareva scritto. Al 3’57” del terzo quarto gli amaranto erano già belli e cotti e mangiati: -10 (45-35) con il fardello psicologico della sconfitte di Oleggio e con Pavia a gettare secchiate di pessimismo tra i gangli libertassini. Il panorama era desolante: Ammannato in tribuna insieme ai genitori, Forti in panchina per onor di firma, Toniato agli ultimi minuti di permanenza sul parquet prima della resa per il dolore al coccige, Marchini non al top. Dal fondo del pozzo ha iniziato a tirarla fuori Casella con un jump dai tre metri. Ricci ha colto al volo il segnale e con un siluro ha dato il ‘la’ alla rimonta. In 45” Empoli si è vista dimezzare il vantaggio e ha perso certezze: il doppio lungo (Onojaife-Morgillo) ha blindato il pitturato e l’Use ha iniziato a sparare a salve dall’arco dei 6,75 mettendo letteralmente le ali ai piedi di Costantino Bechi che – vista la mira non eccezionale dalla distanza – con un paio di zingarate ha mandato in orbita la Libertas (51-60). L’istinto del killer però uno ce l’ha o non se lo può dare. Così la squadra di Fantozzi a 60 c’è rimasta una vita e ha sprecato sette possessi. E certe partite se non le chiudi, rischi di perderle. Empoli con un parziale di 9-0 ha agganciato il pari. Inerzia in mano ai biancorossi e folla di fantasmi nella testa di tifosi e squadra. Tranne Amos Ricci che ha tenuto fede al nome al PalaSammontana e freddo come un gelato in step-back ha messo il 60-63 prima della schiacciata in contropiede di Kuuba che di fatto ha messo il sigillo su una vittoria d’oro zecchino. E l’araba fenice è risorta.

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