Gioco
«Libertas forte e da playoff Pielle e Cecina, che carattere»
L’analisi di Walter Angiolini, doppio ex alla guida delle due squadre labroniche «Bravo Fantozzi a dar spazio ai giovani, Da Prato più forte della sfortuna»
Francesco Parducci
livorno. Allenatore di Livorno in servizio a Pisa, alla guida di quel Cus che ha preso in serie D e che ora, a squadra praticamente immutata, deve cercare di salvare nel mare tempestoso della C Gold, dove si trovano squadr. Walter Angiolini è però anche attento osservatore delle vicende del basket livornese ed è con lui che commentiamo la giornata che ha visto sconfitte analoghe per Maurelli Libertas e Unicusano Pielle e un pronto riscatto della Sintecnica Cecina.
Coach, cominciamo dalla Maurelli. La prima Libertas del nuovo corso l'ha allenata lei...
«Sì, ero alla guida dell'Invictus, in Silver. A metà stagione ci fu il subentro di quelli che oggi formano l'ossatura della dirigenza e il cambio di denominazione. Per questo la seguo con affetto e interesse, sono rimasto in rapporti di amicizia con tanti dirigenti».
Due partite simili, con il risultato deciso sul filo di lana. Ma sabato il finale è stato amaro...
«È un discorso vecchio. Si sono ritrovati sotto di 25 e quando spendi tanto per rimontare è inevitabile che nel finale ti possa mancare qualcosa, sia dal punto di vista fisico che mentale. Poi c'è il discorso delle assenze: Fantozzi non si è pianto addosso e ha dato ampio spazio ai giovani del Don Bosco. Ma a ragazzi di quell'età non si può chiedere di essere sempre determinanti come erano stati contro Omegna».
Doppio show di Marchini, oltre 50 punti nelle ultime due partite...
«“Miglioramenti incredibili rispetto alla precedente esperienza livornese dove mi era sembrato sì un buon giocatore ma forse non in grado di fare la differenza nel campionato superiore. Sa giocare in due ruoli, anche quando rientrerà Forti non dovrebbe calare né di presenza né di rendimento»
In soldoni, dove può arrivare la Libertas?
«La Libertas farà i play-off, dovrà cercare di farli partendo dalla miglior posizione possibile per poi giocarsi tutto nella seconda fase».
Veniamo alla Pielle. Nell'ultima apparizione in serie B la prima punta dell'attacco era lei...
«Bei tempi, ma è passato un secolo, sportivamente parlando. Ora è tutto molto più professionale e chi arriva dal piano di sotto deve abituarsi. Loro sono in credito con la fortuna che prima o poi dovrà guardare dalla loro parte. A Vigevano è stato sfiorato un autentico miracolo sportivo, peccato».
In settimana avevate fatto amichevole. Da come li aveva visti, si aspettava che, con quattro quinti del quintetto titolare assenti, potessero sfiorare la vittoria sul campo di una big?
«La Pielle si giova di una grande coesione fra squadra, pubblico e società e sono cose che si riflettono anche in campo. Hanno delle difficoltà logistiche, Da Prato mi ha detto che fanno quattro allenamenti settimanali su quattro campi diversi, che possono usare il Modigliani Forum solo al venerdì. E poi non dimentichiamo che sono una neopromossa. A inizio campionato hanno perso in casa due partite che, rigiocate oggi, probabilmente non perderebbero».
Chiudiamo con Cecina, l'unica delle nostre squadre a sorridere nell'ultimo turno
«Mi sembra che Roberto Russo avesse dato a intendere che la sconfitta di Varese non era veritiera e direi che il campo gli ha dato ragione. Hanno vinto largamente contro una squadra di rango come Pavia tirando molto bene. Sicuramente si giovano, oltre che dell'esperienza a questi livelli dell'allenatore anche dell'esperienza a livello societario: sono in serie B, continuativamente, da più di vent'anni e queste sono cose che contano».
Con Sperduto sembrano aver trovato il jolly...
«Davvero bravo. 10 punti nel derby contro PL arrivato da due giorni, 19 alla seconda uscita, addirittura 32 domenica. Ma loro sono sempre stati bravi a pescare certi giocatori: non dimentichiamo che da lì sono passati giocatori come Gay e Bartoli, gente che ora è in serie A. E se, come ho letto, dovesse ritornare anche Sanna, potrebbero davvero aspirare a qualcosa di più della salvezza».
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