Gioco
L’ex numero 10 che sognava Totti
Giocava trequartista, poi Prina lo trasformò in punta Uomo d’area alla Inzaghi, a Biella giocò con Torromino
livorno. Sulla carta d’identità c’è scritto nato a Pontedera, ma è un ponsacchino doc come ci tiene lui stesso a sottolineare. E proprio alla Rinascita Ponsacco, Andrea Ferretti, classe 1985, comincia a dare i primi calci al pallone per poi approdare alle giovanili dell’Empoli e poi passare al Sangimignano in Eccellenza, allenato da Leonardo Semplici dove vince il suo primo campionato stagione 2004-2005.
Sono anni in cui gioca da esterno - trequartista, ruolo in cui è nato. È il tecnico della Biellese, Luca Prina, un secondo padre per lui, che lo trasforma in centravanti tanto da realizzare 17 reti e contribuire alla salita nei professionisti della società piemontese insieme a Giuseppe Torromino, ma è nella Carrarese che realizza il suo primo gol da professionista, per poi vestire la maglia del Carpi dove fa il tris di successi. Gli anni più belli sono quelli di Treviso dove passa dalla serie D alla C1 centrando il bersaglio 20 volte nella prima stagione e 12 nella seconda, prima di tornare in Toscana per la nascita della primogenita Caterina. Tuttocuio, Poggibonsi, Ponsacco, Real Forte Querceta, Viareggio e Scandicci le sue tappe prima di approdare in maglia amaranto.
L’intuizione di Prina ha dato quindi i suoi frutti, anche se centravanti puro non lo si può definire. “Arma letale”, come grida a gran voce lo speaker amaranto quando segna, è un attaccante dotato di ottima tecnica che ama giocare per la squadra, abile nel saltare l’uomo e infilarsi nelle cosiddette palle sporche dove lotta caparbiamente per conquistarle.
Nell’area avversaria sa giocare d’astuzia pronto ad approfittare, come domenica al Magona, di qualsiasi errore dei difensori, un vero “rapinatore” alla Filippo Inzaghi, anche se uno dei suoi idoli è Francesco Totti perché di fede giallorossa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
