Gioco
«Alla squadra ora chiedo la vittoria»
Buglio: il successo è la miglior cura, come un nuovo inizio «Ho visto fra i ragazzi il clima giusto». Torromino ci sarà
Alessandro Lazzerini
LIVORNO. Gli infortuni che nelle settimane scorse non hanno mai lasciato in pace il Livorno, gli ultimi risultati poco convincenti e una tifoseria che al termine della sfida contro il San Miniato ci ha tenuto a sottolineare una volta di più l’importanza di vincere il campionato per gli amaranto. Sicuramente è il momento più difficile da quando l’Us Livorno 1915 da quando ha dato il via al nuovo corso calcistico in città.
Il primo ad essersene accorto è il tecnico Francesco Buglio che “denuncia” un ambiente a suo modo di vedere esageratamente critico: «Sono venuto a Livorno per fare bene – tiene a sottolineare il mister amaranto – ma non ho mai illuso nessuno. Sapevamo che sarebbe stato difficile vista la fretta con cui ci siamo trovati ad iniziare la stagione. Vincevamo, ma c’era comunque mormorìo, e alla prima sconfitta si chiede la testa dell’allenatore. Lo dico: francamente mi sembra un po’ esagerato».
Le ambizioni del Livorno sono elevate e magari può essere questa la causa.
«Sappiamo tutti quale sia l’obiettivo. Ma i campionati non si vincono a novembre e se qualcuno pensava di farlo di sicuro non sono l’allenatore giusto. E gli insulti, le offese, i fischi non aiutano».
Ma si riferisce ai tifosi?
«No, dico in generale. Mi sembra un clima un po’ esagerato, tutto qui».
Qualcuno magari si aspettava di vincere 4-0 e ammazzare il campionato.
«L’entusiasmo dell’inizio era quello che probabilmente ha portato a questa idea. Era naturale e i tifosi non devono perdere questo fuoco che hanno dentro. Magari si pensava di ammazzare le partite, ma quella squadra che si credeva decisamente superiore non l’ho mai avuta. A momenti ho avuto interi reparti fuori».
L’involuzione però c’è stata, è d’accordo?
«Credo sia normale con 7 giocatori infortunati. Abbiamo avuto fuori alcuni dei nostri leader, tecnici ed emotivi. Questo non ci ha permesso di dare continuità. Ma se sono ancora qui è perché la società ha apprezzato il mio lavoro è sa che serve tempo. Adesso sta a noi già da domenica dare i segnali giusti».
Ecco. Che settimana è stata?
«Questa settimana dopo la sconfitta può esserci di grande aiuto. Deve rafforzarci e spingere a fare sempre meglio. Sappiamo di dover migliorare».
Cosa rappresenta la partita di domenica?
«È un’opportunità che abbiamo per dimostrare che tutti noi meritiamo il Livorno. Domenica scorsa dopo il brutto 3-3 di Santa Croce dovevamo dare una risposta. Non ci siamo riusciti e dobbiamo avere ancora più fame per riuscire a farlo a Piombino».
Cosa si aspetta dalla squadra?
«La vittoria. È la migliore risposta che possiamo dare. Domenica inizia il nostro campionato, l’ho ripetuto tutta la settimana ai ragazzi».
Si prospetta pioggia ed un campo pesantissimo. Che gara sarà?
«Noi abbiamo preparato la partita per giocare su un campo normale e non pieno di fango. Ovviamente in caso di pozzanghere in campo e condizioni particolari dovremo adeguarci alla battaglia e vincere ogni duello. Abbiamo quindi il piano B e se ci sarà bisogno dovremo essere pronti ad attuarlo».
A livello di modulo cosa ha provato?
«Abbiamo lavorato tanto cercando di essere più difensivi, ma allo stesso tempo mantenere pericolosità in avanti. Servirà equilibrio».
Torromino ci sarà?
«Sì, è pienamente recuperato. Mancheranno Bellazzini, Palmiero, Vantaggiato, Mazzoni e Marinai».
Frati come lo ha visto?
«Pronto. Ma in generale ho visto tutti i ragazzi con gli occhi giusti. Dovrò fare alcune valutazioni pensando anche ai cambi a gara in corso».
E in difesa?
«A parte Palmiero ho tutti a disposizione quindi avrò più scelte. Devo ancora decidere».
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