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I Lions mordono il freno Un turno di stop forzato e addio prima posizione

I Lions mordono il freno Un turno di stop forzato e addio prima posizione

Rinviato il match per alcuni casi di positività al Covid nel Cus Siena Il cammino riprende domenica prossima sul terreno di Imola 

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LIVORNO. Una domenica di stop forzato per i Lions Amaranto, che ieri non hanno giocato la gara interna con il Cus Siena. C’è un piccolo focolaio, infatti, scoppiato nella squadra bianconera senese. Quattro rugbisti del Cus sono attualmente positivi e oltre dieci persone del gruppo sono in quarantena. I senesi hanno chiesto e ottenuto di posticipare di qualche settimana la gara, che non si giocherà prima del 19 dicembre. Dunque gli amaranto hanno osservato un altro weekend di pausa, mentre le rivali ieri sono andate regolarmente in campo per la quinta d’andata in serie B girone 2 e il Rugby Parma, battendo lo Jesiper 1047, ha scavalcato in testa alla classifica proprio la formazione allenata da coach Giampaolo Brancoli, che tornerà in campo domenica prossima nella trasferta di Imola da terza della classe dietro alla coppia formata dai ducali de alla Roma Olimpic. Nel frattempo, parla il capitano dei Lions Luciano Scardino, il fedelissimo degli amaranto, per fare il punto sull’esaltante avvio di stagione dei leoni. Capitano, quanto se lo aspettava? «Nessuno se lo aspettava. Dopo quasi due anni di stop era difficile fare delle previsioni o crearsi delle aspettative. Certo, sappiamo di avere un organico di buon livello e un’organizzazione societaria che punta sempre alla crescita. Il calendario favorevole nelle prime giornate ci ha permesso di arrivare in testa e goderci per un po’ il primo posto. Non siamo lassù per restarci e sappiamo che dobbiamo ancora incontrare le squadre più forti, ma vincere le prime quattro partite era importante per noi». Se non a lottare per il vertice, dove possono arrivare i Lions Amaranto? «I risultati sportivi vanno di pari passo con la crescita della società. L’obiettivo è quello di creare basi solide per non porsi limiti, ma tutto si costruisce lavorando gradualmente. Intanto, ci siamo attivati per una maggiore organizzazione nelle nostre gare interne al Priami di Stagno. Stiamo creando un ambiente più ricco per attirare più persone e avere più visibilità, anche grazie a una serie di collaborazioni con realtà cittadine». Domenica prossima si va a Imola: come si prepara questa trasferta? «Sarà impegnativa, sia dal punto di vista logistico che per le caratteristiche di una squadra che in passato ci ha messo difficoltà. Ma siamo consapevoli che, trovando il gioco giusto, potremo fare una partita importante. Nelle prime quattro gare, pur avendo vinto, ci è mancato il possesso e il gioco alla mano. Vogliamo ritrovarlo, mantenendo la difesa come un nostro punto di forza». E poi il 12 dicembre ci sarà il derby con il Livorno Rugby… «Sarà una partita bellissima da giocare e al pensiero siamo eccitati. Incontreremo una squadra di livello superiore al nostro, tra le candidate al vertice. Ma il derby è ancora lontano, per ora vogliamo solo pensare alla trasferta di Imola». Luciano Scardino, terza linea classe 1989, è ai Lions Amaranto dal 2000, anno di fondazione del club presieduto da Mauro Fraddanni: quanto deve ai colori amaranto? «Tanto. Eccetto un anno in cui sono passato al Cus Pisa, quando le due società erano gemellate, ho sempre vestito la maglia amaranto e mi sento parte della società e della sua storia. Non ho avuto le possibilità per andare a giocare in club più titolati, ma i Lions Amaranto sono la mia casa».

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di Redazione web