Gioco
Il dottor Bellazzini scrive la ricetta «Meno lanci, più coraggio nel giocare»
Il pareggio col Perignano è utile per la classifica ma conferma che la squadra deve crescere E per lui va trovata la posizione giusta. «È una questione di organizzazione, ci stiamo lavorando».
Alessandro Lazzerini
livorno. Durante la preparazione, nelle amichevoli pre campionato, Tommaso Bellazzini schierato dietro a Frati e Ferretti ha rappresentato il fulcro nel 4-3-1-2 provato da Buglio nelle prime uscite. Poi l’arrivo di Vantaggiato e Torromino ha rivoluzionato il piano tattico e la sensazione è che il tecnico amaranto, come da lui stesso dichiarato più volte, stia ancora cercando la soluzione migliore per far rendere alla perfezione tutti i top players che il Livorno ha in organico e allo stesso tempo come questo debba avvenire senza far perdere equilibrio alla squadra.
Ma in particolare come si vede dalle prime partite di campionato, è proprio Bellazzini l’uomo su cui l’allenatore sta lavorando maggiormente, alla ricerca della zona di campo in cui possa mettere in mostra tutte le sue enormi qualità tecniche. Ha giocato da mezz’ala nel primo tempo di Castelfiorentino, poi da esterno a destra nel 4-2-3-1 che voleva ribaltare la gara col Picchi, per tornare da trequartista puro nel complicato secondo tempo contro il Cenaia. E ancora da mediano davanti alla difesa contro il Perignano. Un ruolo nuovo nella carriera del fantasista ex Cittadella che ha costruito le proprie fortune giocando una ventina di metri più avanti, dove nel Livorno però c’è anche Vantaggiato, per tornare al discorso di una coabitazione ancora da perfezionare e con qualche sacrificio da dover mettere in conto.
Con l’assenza del Toro, contro il Certaldo, probabilmente Bellazzini tornerà a fare il numero 10 puro, dopo che, come detto, col Perignano ha provato a dettare i tempi in cabina di regia. I risultati in quel fondamentale sono stati sicuramente migliorabili per una squadra che ancora fa fatica ad uscire dal basso, anche se il mancino del numero 21 su punizione ha pennellato la palla perfetta per il pari di Ghinassi, un acuto che ha svoltato la gara per gli amaranto.
«Abbiamo fatto fatica a portare la palla avanti in maniera pulita, con trame rasoterra – dice Bellazzini – saltavamo spesso il centrocampo affidandoci alla palla lunga, anche a causa della pressione del Perignano. Credo che serva ancora tempo, perché questo non è un processo immediato, ma allo stesso tempo penso ci sia bisogno di più coraggio nel giocare la palla anche quando siamo marcati invece di affidarci alle lunghe gittate da dietro. È una questione di organizzazione, ma ci stiamo lavorando».
Parole che lasciano trasparire tutta l’esperienza e l’importanza che Bellazini ha in questa squadra anche nello spogliatoio oltre che sul rettangolo verde.
Quelle caratteristiche che il Livorno vede spiccare in tanti dei suoi giocatori e che magari gli hanno permesso di uscire indenne da una giornata difficile al Masini. «Fare risultato positivo in una partita ostica è un segnale di grande spessore per una squadra che vuole puntare ai piani alti, ma ovviamente siamo i primi a sapere che le prestazioni devono essere migliori. La sfida col Perignano però ci ha ricordato una volta di più che ogni partita sarà durissima e nessuno ci regalerà niente».
Esattamente come potrebbe essere sabato contro il Certaldo a caccia di punti salvezza, quando Bellazzini potrebbe tornare sulla trequarti.
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