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amaranto: l’analisi 

L’arringa della difesa: serve ancora tempo Troppi gol subiti, questione di equilibrio

Fabrizio Pucci
L’arringa della difesa: serve ancora tempo Troppi gol subiti, questione di equilibrio

Solo in due occasioni hanno giocato gli stessi e il centrocampo protegge ancora poco il pacchetto arretrato

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Fabrizio Pucci

Tredici gol segnati in quattro partite, con una media superiore ai tre ogni settimana. Roba che neanche la miglior Atalanta di Gasperini – quella dagli automatismi perfetti e dall’attacco iperproduttivo – è stata capace di fabbricare nei suoi anni migliori. E’ chiaro che le fortune, anzi i meriti, del Livorno in questo primo scorcio di campionato, sono passati dal reparto avanzato. E la considerazione che cinque degli ultimi sette gol siano arrivati da palle inattiva è un segnale positivo perché rende l’idea di una squadra in grado di far male in ogni situazione di gioco.

DA MIGLIORARE

Se l’attacco è una sicurezza, la difesa per il momento è rivedibile specie per quei cinque gol incassati nelle ultime tre partite contro Fucecchio, Armando Picchi e Cenaia. Per la verità non è corretto parlare di difesa in senso stretto, come se quello fosse un reparto a sé, slegato dal resto della squadra. E’ sicuramente più giusto ragionare in termini di fase difensiva che parte addirittura dalle punte. E’ tutta una questione di equilibrio tattico che il Livorno deve affinare non fosse altro perché questo gruppo di lavoro ha iniziato a conoscersi appena 59 giorni fa, rendendo alle avversarie un gap di un mese. SEMPRE AVANTI. Gli amaranto quindi pagano il dazio del ‘noviziato’ e nello stesso tempo l’obbligo quasi morale di dover costantemente interpretare le partite in chiave offensiva. E’ impensabile immaginare il Livorno che in Eccellenza adotti una tattica conservativa. Questo non significa che bisogna andare sempre e comunque all’arrembaggio, ma è chiaro che – specie con quel parco attaccanti extralusso – è fisiologico andare sempre in avanti.

LE SCELTE DI BUGLIO

Il Livorno ha la fortuna di avere in panchina un tecnico navigato, acuto e soprattutto meticoloso. Sul piano tattico può dispensare consigli a tanti suoi colleghi che lavorano in categorie superiori, figuriamoci se non si è accorto che la fase difensiva può e deve essere interpretata meglio di quanto accaduto fino ad oggi. Solo in due delle quattro partite ha schierato lo stesso pacchetto arretrato composto da Franzoni, Palmiero, Milianti e Giuliani. E’ accaduto contro il Fucecchio e contro il Picchi. L’unico sempre presente è Palmiero per motivi anagrafici e tattici (gioca indifferentemente da centrale e da esterno). Il tecnico amaranto ha lavorato sui quattro difensori, ma anche sul centrocampo che deve sì impostare, ma pure proteggere la diga posteriore. Così, appurato che per il momento, il modulo con il fantasista non può essere sostenuto, ha sacrificato Bellazzini che così è stato preservato anche per via di un acciacco muscolare che lo ha condizionato dalla prima giornata.

ROSA DI QUALITA'

La fase difensiva del Livorno ovviamente non può che migliorare. Passeranno le giornate, i giocatori si conosceranno meglio e meglio leggeranno i rispettivi movimenti sul campo. Magari lo faranno anche con quella frazione di secondo di anticipo che consente di rubare un tempo di giocata agli avversari. Per questo motivo non c'è di che preoccuparsi. La rosa è di alta qualità, al pari dell'allenatore. E poi in questo giochino ci sono anche gli altri. E non tutti sono disposti a recitare il ruolo di sparring partner dinanzi ai blasonati avversari d'amaranto vestiti.

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