Il Tirreno

Livorno

STORIE DI QUARANT’ANNI FA 

Quel gol di Turone... Docu-film allo stadio

Simone Fulciniti
Quel gol di Turone... Docu-film allo stadio

Una troupe al Picchi per intervistare l’ex arbitro Bergamo «Non vidi quasi niente e mi fidai del mio assistente»

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Simone Fulciniti

LIVORNO. Lo stadio Armando Picchi diventa set per un giorno. La casa di produzione romana Aurora film è arrivata infatti a Livorno per girare alcune riprese del docufilm dal titolo provvisorio “Il gol di Turone era buono”, realizzato in collaborazione con Rai Cinema, per la regia di Fracesco Miccichè. La giornata è ideale: sole pieno e cielo terso rendono splendente il manto verde del vecchio "Ardenza". «L’intento è quello di raccontare un semplice evento di campo – dice Stefano Discreti, giornalista e autore insieme a Lorenzo Rossi Espagnet – che a distanza di quarant’anni viene ricordato come trauma per un’intera generazione. Un episodio che segna un punto di svolta: per la prima volta si chiede la moviola in campo. Un anno zero nella storia mediatica con la nascita del processo del lunedì». Il 10 maggio 1981 al vecchio Comunale di Torino, c’è Juventus-Roma. Una sfida che probabilmente vale lo scudetto. La partita è tesa, difficile, nervosa. L’arbitro Paolo Bergamo, però, la dirige tranquillo, tanto che al 17´ della ripresa espelle Furino, per una brutta entrata su un avversario. Una decina di minuti più tardi il “fattaccio”: Turone segna il gol per la Roma. Bergamo convalida e con la mano indica il centrocampo, ma poi vede la bandierina del guardalinee Sancini, e annulla. Ed è proprio per intervistare Paolo Bergamo che la troupe si è spostata a in città. «Giriamo testimonianze dei protagonisti diretti – prosegue Discreti – , più una serie di immagini di repertorio e tutte quelle scene di film o televisive dove si cita lo storico gol annullato. Intorno all’episodio c’è una sorta di nube mistica: quel giorno pioveva a dirotto, era in atto uno sciopero degli operatori che consentì una sola inquadratura insufficiente per avere la verità storica. Impossibile dire se fosse regolare o irregolare». Il film, dopo un passaggio nelle sale cinematografiche, sarà proposto su ogni piattaforma. «Non me lo aspettavo di essere chiamato per un film – dice Bergamo, a riprese concluse – quarant’anni sono una vita. Quello fu un momento entrato nella storia del calcio. Ancor oggi non si riesce a capire se il gol fosse da convalidare, e probabilmente non lo sapremo mai». L’ex arbitro rammenta l’azione. «Ero ben posizionato: correvo dietro a Bruno Conti che fece un cross in avanti. Ma quando Pruzzo saltò di testa era una posizione parallela alla porta e per me non ci fu possibilità di valutare bene le cose. Tuttavia, quando vidi il fido assistente Sancini alzare la bandierina annullai per fuorigioco, senza motivi per dubitare». Tanti i nomi di coloro che prendono parte al film: a partire dai protagonisti Marocchino, Prandelli, Pruzzo, Conti, lo stesso Turone, insieme a Bergamo e Sancini, solo per fare qualche nome. «Sono contento per la mia carriera – conclude Bergamo – essendo di Livorno, città che non era interessata ai grandi palcoscenici dirigevo partite di cartello, Juve, Napoli, Roma , Inter, Milan, sempre decisive per lo scudetto. E a livello internazionale la semifinale degli Europei nel 1984, tra Francia e Portogallo, due semifinali di coppa dei campioni; partite che mi danno bei ricordi, e nessuna nostalgia perché li ho vissuti con passione». Il docufilm è prodotto da Giannandrea Pecorelli.

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