Gioco
Livorno carro armato diesel un’ora a fari spenti poi dilaga
Amaranto avanti in Coppa, a novembre il Cenaia. Il talento di Vantaggiato e Torromino spacca la partita, Ferretti chiude il conto
Fabrizio Pucci
LIVORNO. Il Toro e Torro. Due minuti e il derby di Coppa si è colorato d’amaranto grazie alle pennellate – arrivate in rapida sequenza agli albori della ripresa – dei due illustri ultimi acquisti del Livorno.
Vantaggiato e Torromino per quasi un’ora hanno preso le misure agli avversari per poi trafiggerli alle prime, nitide opportunità capitate sui loro piedi. E Buglio – che alla viglia ne aveva annunciato l’utilizzo per migliorarne la condizione – ha di che essere felice.
Il Livorno quindi passa il turno e attende il Cenaia (prossimo appuntamento di Coppa a novembre) mentre il Piombino ha di che consolarsi: per almeno un tempo non ha sfigurato e ha tratto buone indicazioni dall’impegno infrasettimanale.
Nella ripresa però gli amaranto hanno alzato i giri del motore e per l’utilitaria nerazzurra non c’è stato scampo.
Buglio ha cambiato sette undicesimi della squadra scesa in campo a Castelfiorentino, ma è dal modulo visto nel secondo tempo al “Neri” per dare maggiore incisività alla fase di possesso. Di Tonno, invece, in linea con il primo fresco autunnale si è abbottonato: ha arretrato il centrocampista Quarta sulla linea dei difensori che in questo modo èstata schierata cinque. In mezzo a far da frangiflutti sono andati Ottaviani, Orarah e Barchi con Paini qualche passo indietro rispetto a Catalano.
Pronti via e il Livorno ha subito iniziato ad attaccare, ma la linea Maginot dei nerazzurri ha tenuto botta anche se dopo otto minuti l’incursione di Giuliani sulla corsia sinistra ha mandato il pallone a spolverare la parte superiore della traversa.
Il Livorno, però ha giocato a un ritmo compassato e l’andamento lento ha fatto scopa con l’atteggiamento prudente dell’Atletico che per con il passare dei minuti, liberatosi della timidezza iniziale, ha messo il naso fuori dalla propria metà campo fino ad impegnare Pulidori su un destro velenoso di Catalano. Quella è stata l’unica fiammata offensiva dei nerazzurri che sul finire della frazione hanno capito che la ripresa sarebbe stata di sofferenza.
I campanelli d’allarme sono suonati su un sinistro al giro di Frati (36’), su una conclusione di Gelsi (42’) e sul secondo legno amaranto colpito stavolta da Durante.
Nel secondo tempo il Livorno – ottimamente guidato a centrocampo dal metronomo Gargiulo e dal guastatore Gelsi – ha messo ko l’Atletico che fino a quel momento era stato lavorato ai fianchi e non c’è stata più partita. Il riso è andato in cottura all’altezza del 10’: tracciante di Giuliani per Torromino che ha assistito Vantaggiato per un gol da zero metri. Un giro e mezzo di lancetta e “Torro” ha spedito dentro un preciso lancio di Durante.
Nel finale gloria anche per Andrea Ferretti: altra doppietta che sommata a quella con il Picchi e al gol di domenica a Castelfiorentino fanno 5 gol in 3 partite ufficiali.
Sicuro dietro, prolifico in attacco, questo Livorno vola.
Il Piombino, invece con avversari alla portata potrà comunque dire la sua
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