Il Tirreno

Livorno

«Invasione di campo, caos e polizia» Un turno di squalifica al parquet Pielle

Francesco Parducci

La decisione del giudice, ma le immagini mostrano che i fatti sono andati diversamente. La società pagherà 1500 euro per annullare il provvedimento e altri 440 di multa 

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Francesco Parducci

LIVORNO. Squalifica del campo per una giornata per la Unicusano Pielle, multe salate per la stessa Pielle e per la Maurelli Libertas.

Questo mercoledì è stato una pacchia solo per i surfisti dei 3 Ponti, perché non ha portato a Livorno solo una ponentata di notevoli dimensioni ma anche un comunicato del giudice sportivo non proprio piacevole per le due squadre della nostra città che così, oltre alla sconfitta patita all’esordio in campionato, devono anche mettere mano al portafoglio.

Il colpo più pesante è stato quello incassato dalla Pielle. La società di via Cecconi si è presa un’ammenda da 440 euro “per offese e minacce collettive e frequenti del pubblico di casa agli arbitri e squadra avversaria”. È una multa che chiama in causa tutti i presenti, curva e parterre, ed è il rovescio della medaglia dell’avere un pubblico numeroso e ancora di più caloroso che può aiutare la squadra a vincere la partita (poco è mancato che succedesse anche domenica). Insomma, anche se forse si esce dal campo del politicamente corretto, si può dire che va messa nel conto.

Il problema è l’altra sanzione: la squalifica del campo per una giornata. Questa la motivazione che si legge nel provvedimento del giudice sportivo: “Invasione del campo, a fine gara, da parte di alcuni tifosi locali che a seguito di provocazione da parte di un tifoso ospite, a sua volta entrato in campo schernendo la squadra di casa, facevano ingresso nel campo per offendere e minacciare. La situazione di caos veniva risolta grazie al tempestivo successivo intervento delle forze dell’ordine presenti nel palazzetto”.

Al di là del lessico rivedibile il provvedimento riconosce la provocazione da parte di un tifoso ospite (in realtà era il preparatore atletico ma non essendo stato messo a referto è stato etichettato come tale) e applica con severità ma senza abuso il regolamento che vieta a chicchessia l’ingresso in campo a fine partita fino a che gli arbitri non abbiano abbandonato il terreno di gioco. E qua i Rebels e gli altri della Curva non c’entrano per niente: ad andare verso il preparatore atletico di Alba per chiedergli conto dei suoi gesti sono stati un giocatore, un dirigente (Pasquale Lamberti, le cui dichiarazioni riportiamo a fianco, ndr) e un paio di tifosi eccellenti, gente di parterre.

Il paradosso (ma non troppo) è che anche il campo di Alba è stato squalificato per una giornata, proprio a causa della provocazione del preparatore atletico della squadra piemontese che ha acceso la miccia, e questo deve essere un piccolo record, visto che i tifosi al seguito dei bianconeri erano in tutto cinque...

Va detto – e le immagini della Lega lo dimostrano chiaramente – che la relazione degli arbitri non rispecchia esattamente l’accaduto. In primis perché, come dicevamo, il provocatore piemontese non era un tifoso ma un tesserato (e lo stesso vale per quanto riguarda una parte dei piellini coinvolti), in secundis perché di intervento delle forze dell’ordine non c’è traccia. La zuffa si è risolta in pochi secondi e in campo non si sono visti né polizia né carabinieri, casomai un paio di steward...

Cosa succede adesso? La società si avvarrà della facoltà di commutare la squalifica in sanzione pecuniaria (1.500 euro) per non costringere squadra e tifoseria al campo neutro. Significa che il danno economico si quadruplica. Alla fine la partita con Alba, oltre al ko, costerà quasi duemila euro alle casse biancoazzurre.

Situazione diversa in casa Libertas: gli amaranto si sono presi una multa di 375 euro perché un tifoso “si avvicinava alla linea perimetrale del campo tenendo un atteggiamento offensivo e minaccioso nei confronti del primo arbitro”.

L’episodio dà lo spunto per sottolineare che dal punto di vista della sicurezza il pur luccicante Modigliani Forum è praticamente ingestibile, essendo privo di qualsiasi separazione (che pure sarebbe obbligatoria) fra campo e parterre. È chiaro che se uno vuole ed è sufficientemente in forma “trabarca” con facilità anche una transenna metallica, ma intanto una recinzione fatta anche con una di quelle catenelle che si trovano da qualsiasi ferramenta potrebbe almeno funzionare in minima parte da deterrente.

Il risultato alla fine è che per le due nostre squadre l’inizio non è stato dei migliori e non solo in campo.

Il rischio è che adesso ci troveremo, ogni volta, gli arbitri più tosti, il commissario di campo, gli occhi della Lega addosso. Il mondo della serie B richiede l’abito buono anche alla voce comportamenti. Che ci pensino tutti, in curva e nel parterre, sull’una e sull’altra sponda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web