Il Tirreno

Livorno

il racconto di lamberti 

«Iardella come Lucarelli con Pandev ho spinto Danna solo per difenderlo»

G.C.

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LIVORNO. «Gli arbitri sapevano chi ero, considerato che ero a referto e avevo al collo il tesserino di dirigente. E hanno visto benissimo ciò che ho fatto: sono andato a dividere i due giocatori di Alba da Iardella». Così Pasquale Lamberti, dirigente piellino – che le immagini inquadrano con chiarezza durante la zuffa avvenuta a fine partita – motiva la sua presenza in campo e in mezzo al caos dopo il suono della sirena.

Nei giorni scorsi nelle chat delle tifoserie girava un fermo immagine in cui si vedeva Lamberti che prendeva per il collo Andrea Danna, playmaker di Alba, dando l’idea di una vera e propria aggressione ad opera del dirigente biancoazzurro. E infatti molti si aspettavano una sua squalifica.

In realtà il video della Lega Pallacanestro racconta che le cose sono andate diversamente: si vede Lamberti che si frappone tra due giocatori piemontesi e Andrea Iardella e in quell’occasione spinge Danna per allontanarlo.

«Mi sono trovato con due giocatori più grossi e più alti di me, cosa avrei dovuto fare? Mi ero buttato in mezzo per tutelare Iardella e sono contento di ciò che ho fatto, altrimenti il nostro play avrebbe rischiato la squalifica. Io vengo dal calcio, le mani addosso ad un compagno non le mette nessuno. Iardella è rimasto solo per qualche secondo, io da dirigente sono andato a difenderlo. Se l’arbitro avesse visto un’aggressione da parte mia, avrebbe scritto, sapeva il mio nome e cognome, essendo l’unico in giacca e cravatta a referto. Ammiro Iardella – aggiunge Lamberti –: ha fatto come Lucarelli durante Livorno-Lazio, quando andò a prendere per un orecchio Pandev che aveva esultato sotto la curva nord».

Il video della Lega dimostra esattamente cosa è accaduto in quel mezzo minuto di caos successivo al canestro di Cravero che ha spento i sogni piellini siglando la vittoria degli ospiti: i giocatori di Alba festeggiano legittimamente davanti alla propria panchina, ma ad un certo punto entra sul parquet un altro personaggio: anziché festeggiare con i suoi compagni alza le mani verso i tifosi piellini e fa “ciaone”, prendendo in giro il popolo biancoazzurro ferito dal canestro-beffa preso a fil di sirena. Iardella vede la scena e corre incontro al piemontese, il quale scappa. Gli arbitri assistono da metà campo. In pochi secondi altri giocatori piellini seguono il loro playmaker e nel frattempo sotto canestro si crea un parapiglia. Vola qualche spinta e non mancano parole grosse. Iardella e Danna sono a distanza ravvicinata quando arriva Lamberti che, usando anche le mani, allontana i contendenti. La zuffa si placa in pochi secondi, tanto che alla fine i giocatori delle due squadre si salutano.



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