Gioco
Pielle, è un’Alba terribile: la sconfitta arriva sulla sirena
Dopo diciotto anni il ritorno tra i professionisti è una beffa. Va sotto di 14, recupera con la zona, sorpassa grazie a Lenti e Iardella ma viene punita da un ragazzino allo scadere
LIVORNO. Diciotto anni di dieta dei canestri trascorsi tra palestre con il linoleum e avversari con la double face. Nel giorno del riscatto biancoazzurro si presentano in mille ai cancelli del paradiso del basket per l’esordio della Pielle in serie B. E questa sarebbe già una mezza vittoria. Poi trentasei minuti e trenta secondi a inseguire Langhe Roero che nel primo tempo passeggia, vola a più quattordici all’intervallo lungo e poi trova sempre il giocatore che la toglie dai pasticci. Anche perché l’attacco di Da Prato non funziona (6/33 da due e 1/11 da tre punti nei primi due quarti). Ma la rimonta arriva, costruita con qualche bollicina tattica: Tempestini e Drocker in campo contemporaneamente, cambi sistematici, zona allungata e qualche randellata sotto canestro. E soprattutto con il risveglio di Iardella nell’ultimo quarto (8 punti in 150”). Fino a mettere perfino la testa e il cuore oltre l’avversario. E quando in molti avevano già tirato fuori un Dolcetto d’Alba per festeggiare la domenica perfetta, ecco uno scherzetto terribile, diabolico come la sceneggiatura di un incubo.
Mancano venti secondi all’ultimo sirena quando Iardella – sul 64-61 Pielle– , dopo un brutto attacco, lancia in aria una preghiera da oltre l’arco dei tre punti che scheggia il ferro. Rimessa Alba. Coach Da Prato chiede a Tempistini di fare fallo. Decisione che non tutti avrebbero preso. Il capitano esegue e Castellitto, classe 2002, mette dentro entrambi i liberi per il meno uno. Quando la Pielle va dall’altra parte gli ospiti aspettano qualche secondo per fare fallo. Alla fine, quando vedono che Salvadori non dà via la palla, scelgono lui per mandarlo in lunetta.
Il lungo della Pielle fa uno su due e si va sul 65-63 con dodici secondi da giocare. La curva dei Rebels canta, disturba e tiene il fiato sospeso. Danna, capitano dei piemontesi, sul gioco a due si trova marcato da Lenti, il migliore in casa Pielle, lo batte in palleggio e quando la difesa biancoazzurra chiude l’area, scarica per Cravero. Il ragazzino, diciotto anni appena, si trova il pallone tra le mani. Fino a quel momento è stato in campo una decina di minuti senza mai tirare. La sirena suona mentre il pallone attraversa il Modigliani Forum. Il rumore della retina che si gonfia è l’ultimo prima delle mani nei capelli, delle maledizioni. Degli applausi, anche nella sofferenza.
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