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La prima volta del Livorno, debutto in Coppa contro il Picchi: «Mi aspetto risposte forti»

Alessandro Bernini
La prima volta del Livorno, debutto in Coppa contro il Picchi: «Mi aspetto risposte forti»

Il trofeo regala un biglietto per la serie D. Ora c’è la fase provinciale (girone a tre squadre, la terza è il Piombino), chi la vince va alla fase regionale, chi la vince va alla fase nazionale

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LIVORNO. Un noto scrittore sosteneva che il verbo adatto alla gioia è "cominciare". Già, cominciare. Perché senti il profumo della novità, di affascinante, di avventura. La nostra avventura riparte da stasera: e se siamo in Eccellenza per colpa di chi ha provato a ucciderci, chi se ne frega. Ci rialzeremo. Anzi, ci siamo già rialzati.

PROVE DI COPPA

Si va in campo alle 20.30 e sarà la prima del Livorno davanti ai suoi tifosi. Avversario di turno il Picchi, altra formazione del campionato di Eccellenza. Ambizioni diverse, è chiaro. Ma, ripensandoci, non ci piace chiamarlo "avversario": perché nel Picchi ci sono quasi tutti livornesi, gente che tifa Livorno, come ad esempio il suo allenatore Nicola Sena. Sarà una strana sensazione per molti.

TORO E TORRO FERMI

La Coppa Italia non va trascurata. Il regolamento infatti mette il palio un biglietto per la serie D che sarà consegnato al vincitore della Coppa. Ora c’è la fase provinciale (girone a tre squadre, la terza è il Piombino), chi la vince va alla fase regionale, chi la vince va alla fase nazionale. Percorso abbastanza lungo ma non impossibile per il Livorno. Ecco perché non bisogna prendere nulla sottogamba.La squadra? Non ci saranno Torromino e Vantaggiato, che probabilmente firmeranno martedì. Una marea i volti nuovi da scoprire, curiosità per Bellazzini che sembra già tenere in pugno la bussola della squadra.

LA CARICA DI BUGLIO

"Re-spon-sa-bi-li-tà". Francesco Buglio scandisce la parola dividendola in sillabe come insegnano alla scuola primaria. E’ il modo con cui l’allenatore del Livorno sottolinea uno dei concetti base, sui cui i suoi ragazzi dovranno costruire una stagione vincente: «Dall’inizio di questo percorso ho sempre sostenuto una tesi: non voglio che la squadra si appesantisca sul piano mentale, però voglio che i ragazzi siano responsabili della propria professionalità. Noi siamo il Livorno, indossiamo una maglia importante, il club ha storia e blasone e dobbiamo incrementare l’entusiasmo che i nostri tifosi ci hanno trasmetto giovedì sera. Ecco, chi ha accettato di venire a Livorno sa di avere questo tipo di responsabilità».

Buglio si aspetta notizie positive dal debutto. «Sì, mi aspetto di vedere la crescita in tutti i reparti e di valutare anche i giocatori arrivati in ritardo. Ho cinque cambi a disposizione per cui giocheranno tutti. Una cosa è certa: non ho da motivare niente e nessuno dopo lo spettacolo a cui abbiamo assistito giovedì sera. Finalmente i ragazzi hanno capito dove giocano e per quale obiettivo».Chiaro che il Livorno non possa essere al top visto che si è partiti da zero e serve tempo. «Per mentalità e idea di come voglio che la squadra giochi, stiamo crescendo. Di certo voglio un calcio offensivo: giochiamo in avanti. Faccio un esempio. Nelle partite di allenamento do rigore contro alla squadra che passa il pallone indietro al portiere. Non è per presunzione: quando non c’è il passaggio di uscita dobbiamo buttare la palla fuori, in fallo laterale o in corner, altrimenti dobbiamo giocarla sempre». Giocare e vincere. I due imperativi del Livorno nella stagione della rinascita. Forza ragazzi.

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