Gioco
Diana fa un assist a Livorno «Stiamo tornando ai vertici»
Fresco di vittoria della Supercoppa con la Virtus Bologna come vice di Scariolo il tecnico lancia LL e PL: «Progetti solidi, sento che c’è grande entusiasmo»
Andrea Masini
livorno. «Che bello iniziare la stagione così. Ready for the next one»: è con queste semplici parole (sulla propria pagina Facebook) , che Andrea Diana – assistant coach di Sergio Scariolo alla Virtus Bologna – ha voluto celebrare la vittoria in Supercoppa, conquistata martedì sera a Casalecchio di Reno contro l’Olimpia Milano. Un messaggio ricco di entusiasmo. E di stimoli per quello che verrà.
Perché se è vero che Diana la carica di vice l’aveva già ricoperta in passato al Basket Livorno e alla Leonessa Brescia (prima di diventarne capo allenatore nel 2014) , farlo alla Virtus, alla corte di Scariolo, con l’ambizione di bissare lo scudetto e vincere l’Eurocup non è proprio la stessa cosa.
Diana, perché la Virtus Bologna… da assistente?
«Una volta conclusa l’esperienza a Verona, e dopo 8 anni da capo allenatore – ha precisato il tecnico livornese, formatosi come molti dei suoi colleghi/concittadini alla Pallacanestro Don Bosco – un incarico simile era ciò che desideravo a questo punto della mia carriera. Non ci ho pensato due volte ad accettare la proposta. Diciamo che, in termini di crescita personale, la consideravo una priorità avanti a tutte le altre offerte che avrei potuto valutare».
E così quando è arrivata la chiamata di Bologna...
«L’ho colta al volo con grandissimo entusiasmo, la consapevole di poter dare il mio contributo alla causa, oltre al fatto di imparare il più possibile da un top coach del calibro di Sergio (Scariolo, ndr) . Tutto questo in forza alla Virtus, il club campione d’Italia in carica che ha pure ambizioni europee e l’obiettivo a breve termine di tornare in Eurolega».
Da una Basket City all’altra: lo è Bologna, mentre Livorno sta lavorando per tornare ad esserlo. Domenica 12 settembre, al Modigliani Forum, è andato in scena il derby fra Maurelli Libertas 1947 e Unicusano Pielle davanti a 2000 persone. Ha avuto modo di vederlo?
«No, purtroppo. Ma durante tutta la scorsa settimana ogni volta che facevo un passaggio sui social i primi 3/4 post erano inerenti al derby. Battute di amici. Presentazioni dei media. Interviste. Che mi hanno permesso, da lontano, di respirare l’atmosfera speciale di un tempo, e che solo un derby cittadino sa generare. Senza dimenticare che la partita è stata giocata e vissuta al Modigliani Forum, un impianto di altissimo livello. In tal senso, ci tengo a dire una cosa».
Prego.
«Voglio rivolgere il più grande in bocca al lupo ad entrambe le società, augurando di raccogliere i migliori risultati sul campo e di dare ulteriore solidità ai rispettivi progetti; la speranza, mia come credo quella di tutta la città, è di rivederle un giorno ancora più in alto».
Alberto Bucci, in una delle sue ultime visite a Livorno, disse a qualche amico che Alessandro Pajola un giorno avrebbe preso per mano la Virtus e la nazionale. Lei che lo vede allenarsi ogni giorno, cosa ne pensa?
«L’occhio di Alberto era una garanzia, da piccolo lo vedeva allenarsi ogni giorno e non si sbagliava. Oltretutto Alessandro (Pajola, ndr) è un ragazzo educatissimo. Ha voglia di migliorarsi ed ha incredibili margini di miglioramento, seppur sia già un giocatore determinante, avendolo già dimostrato durante la finale scudetto, nel preolimpico e alle Olimpiadi».
E una trofeo subito alla prima uscita in maglia Virtus, che sapore ha?
«Una sensazione bellissima, giunta al termine di una verifica importante relativa a questo primo mese di lavoro. Finalmente, aggiungo, davanti ai tifosi che rappresentano l’aspetto più bello della ripartenza».
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