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l’intervista 

La carica di Mazzoni «Inondato di messaggi d’affetto dei tifosi»

Alessandro Lazzerini
La carica di Mazzoni «Inondato di messaggi d’affetto dei tifosi»

Il portiere: «Non avrei detto sì a nessuna altra squadra sto lavorando per ritrovare la condizione, spero di farcela»

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Alessandro Lazzerini

LIVORNO. Un ritorno quanto clamoroso quanto apprezzato: è bastata la notizia diffusa dal Tirreno per suscitare un entusiasmo travolgente tra i tifosi amaranto. Ci stiamo riferendo ovviamente al 37enne portiere Luca Mazzoni, ormai vicinissimo a tornare tra i pali del Livorno, cosa che ha caricato gli sportivi.

Mazzoni, si aspettava una reazione del genere da parte dei tifosi?

«Ho ricevuto una vera e propria ondata di messaggi e di affetto che ovviamente mi rendono felicissimo e mi fanno davvero piacere. Al momento però non ho ancora risposto a nessuno perché voglio aspettare che il tutto sia ufficiale».

Ecco, qual è la situazione al momento?

«La situazione è molto limpida. Ho parlato col presidente Toccafondi ed il direttore Pinzani nei giorni scorsi e ci siamo dati appuntamento tra qualche giorno per un nuovo incontro. Ciò che farà la differenza sarà la mia condizione fisica. Sto lavorando duramente in ogni allenamento per ritrovare la miglior forma fisica possibile per tornare tra i pali».

Ha dei dubbi?

«Se non stessi bene non potrei tornare, non sarebbe rispettoso nei confronti della società, dei tifosi e della maglia amaranto. Difendere la porta del Livorno è una responsabilità e voglio farlo solo se mi sento al 100%, ed è questo per cui mi sono preso qualche giorno per rispondere, nient’altro».

Si aspettava questa chiamata?

«Sinceramente no e per questo ci tengo a ringraziare la società per aver pensato a me. Stavo lavorando per fare un altro percorso nel calcio, per avere un ruolo fuori dal campo ed avevo anche parlato con alcune società, non avrei mai pensato di tornare a mettermi gli scarpini. E non lo avrei fatto per nessun’altra proposta».

E invece...

«Quando chiama il Livorno è un’altra cosa. Di questa squadra mi sento un tifoso ed è impossibile resistere al fascino e alla storia di questa maglia».

Cosa succederà quindi nei prossimi giorni?

«La mia è una situazione particolare. Se dovessi, come mi auguro, tornare in amaranto, dovrei seguire un percorso diverso rispetto alla squadra per l’avvicinamento al campionato. Due anni di stop non sono pochi, ma sto lavorando intensamente e questa carica, l’entusiasmo che mi hanno dato i tifosi con tutti i loro messaggi sono quel qualcosa in più che può rappresentare la svolta. Da questa mattina mi alleno con una voglia e una spinta in più grazie a loro, è stata una molla per le mie ambizioni».

Sono stati mesi terribili per il Livorno e i suoi tifosi...

«Ma adesso in città si respira un’aria diversa rispetto a pochi giorni fa, la nuova società ha riacceso la passione. Era normale che questo accadesse dopo un lungo ciclo che negli ultimi anni era diventato insostenibile per i tifosi. Poi l’amore dei sostenitori amaranto lo conosciamo tutti e sarà fondamentale per questa rinascita».

Di cui lei potrebbe essere il simbolo…

«No, niente simbolo. Per me sarebbe un onore tornare a giocare per il Livorno e dare un contributo in questo momento così importante nell’unico ruolo in cui posso farlo. Nei prossimi giorni vedremo, ma c’è la volontà di tutti di portare a termine questa cosa. Per me sarebbe fantastico».

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