Gioco
«Voglio una squadra che faccia innamorare i nostri tifosi e la città»
LIVORNO. La palestra di via Pera è un po’ come la sua seconda casa: Alessandro Fantozzi – oggi capo allenatore della Opus Libertas 1947 – su quel parquet si è formato come uomo e come giocatore. E a dirla tutta ci ha pure già allenato, ai tempi della Labronica: «L’emozione di essere di nuovo qui è evidente - ha spiegato l’ex bandiera libertassina -, in questa palestra ho vissuto bellissimi momenti e centinaia di allenamenti. Adesso, però, dobbiamo concentrarci sul presente».
La Libertas, come lo scorso anno, è stata inserita nel girone A della Serie B Old Wild West, a detti di molti il più tecnico e più livellato: «Affronteremo compagini del calibro di Omegna, Pavia, Vigevano, Legnano, ma nessuna partita potrà considerarsi semplice. Ciò che i ragazzi sono riusciti a fare la passata stagione è un capitolo chiuso, altrimenti rischiamo di crearci problemi da soli. L’obiettivo mio e della società è quello di plasmare una squadra che, oltre a vincere più partite possibili, faccia innamorare i tifosi».
La coppia di interni formata da Ammannato e Morgillo, come ci ha confermato lo stesso head coach libertassino, sarà una delle frecce avvelenate all’arco Opus: «La scelta di Ivan è stata prioritaria; sono due giocatori che si completano a vicenda, pericolosi sia spalle che fronte a canestro».
Alla domanda sull’utilizzo degli under, coach Fantozzi ha risposto senza mezzi termini: «La carta d’identità conta relativamente, quando un ragazzo - più o meno giovane - dimostra durante la settimana di meritarsi spazio la domenica gioca, punto».
Il finale è sul derby del 12 settembre: «Ovviamente si tratta di una partita speciale importante, come è normale che sia. Cadrà in mezzo al percorso di avvicinamento al campionato (inizio previsto per il 3 ottobre), ma ci faremo trovare pronti per regalare una gioia ai tifosi».
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