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Il Livorno torna indietro di un mese: serie D solo se stamani saranno coperte le perdite

Giulio Corsi
Il Livorno torna indietro di un mese: serie D solo se stamani saranno coperte le perdite

Spinelli ha versato i soldi per l’iscrizione e gli stipendi dei dipendenti, ma a mezzogiorno l’assemblea dovrà azzerare il passivo

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Giulio Corsi

LIVORNO. Anche ieri un altro nulla di fatto e ora siamo davvero arrivati alle porte coi sassi. A seconda di quando leggerete questo articolo potrebbero mancare otto, sette, sei ore al triplice fischio: entro le 18 di stasera infatti alla Lega Nazionale Dilettanti dovrà essere depositata la domanda di iscrizione alla serie D, corredata da un assegno da 51mila euro e dalla disponibilità certificata di un campo sportivo omologato.

Neanche ieri questo è avvenuto, sebbene qualche altro passo avanti sia stato fatto grazie ad Aldo Spinelli che, come aveva promesso, ha effettuato un bonifico sul conto del Livorno Calcio presso la Banca del Monte di Lucca.

Ma certezze su che cosa accadrà in questo d-day non ce ne sono: tutto dipende dai piemontesi e dall’esito delle operazioni che il liquidatore Pier Paolo Gherlone sta tentando da giorni di mettere su. Non tutto sta filando liscio: Gherlone sperava di poter convocare l’assemblea totalitaria dei soci ieri pomeriggio alle ore 16. E invece così non è stato. Ci riproverà stamani.

L’assemblea

«Lo slittamento – ha spiegato al Tirreno il liquidatore – è nato dal fatto che il curatore di Ferretti e il rappresentante di Navarra non erano disponibili per impegni precedenti».

L’assemblea si terrà dunque stamani a mezzogiorno in via telematica.

Che cosa accadrà? Dovrà essere deliberata la revoca della messa in liquidazione della società, passaggio fondamentale per potersi iscrivere, senza il quale il Livorno è fuori.

«Se passerà la linea della revoca, entro le 18 ci iscriveremo e poi formalizzeremo gli impegni societari entro il 26», dice Gherlone, intendendo per impegni societari il pagamento degli stipendi arretrati dei calciatori che ammontano a circa 600mila euro.

la liquidazione

Ma l’annullamento della messa in liquidazione non è gratis. «Per prima cosa dovremo deliberare la copertura delle perdite, a quel punto potremo fare la revoca e infine sarà necessario nominare un amministratore unico da comunicare alla Lega», spiega Gherlone. Insomma siamo nuovamente al punto di un mese fa: servono soldi per coprire un milione e mezzo di passività.

Quale strada sarà seguita?

Sul tavolo tornano le opzioni della sterilizzazione delle perdite fino al 2025, prevista dalla legge, che potrebbe essere abbinata alla copertura ad opera dei soci di una parte del passivo. Con la sterilizzazione (anche parziale) resterebbero dentro la società anche Navarra, Ferretti e Spinelli.

L’obiettivo – che unisce tutta la compagine societaria e che potrebbe giocare a favore del salvataggio – è evitare il fallimento e le conseguenze che esso si può portare dietro. La strada non è esattamente in discesa, ma Gherlone pensa positivo.

Tra le voci attive il liquidatore potrebbe in qualche modo far valere i 600mila euro di credito che la società vanta per Nunziatini, Bogdan e Di Gennaro. E poi, secondo Spinelli, in cassa ci sarebbe ancora la famosa fideiussione da un milione e 50mila euro a suo nome, che doveva essere estinta dal pagamento di banca Cerea per l’acquisto del 90% della società, che lui adesso sostiene di non aver mai incassato.

la parte di spinelli

L’unica cosa certa, ad ora, è che Spinelli ieri ha fatto un pagamento da 120mila euro.

«Stamani alle 10 ho effettuato il bonifico – raccontava ieri l’ex patron al Tirreno –. Quei soldi dovranno servire per pagare l’iscrizione e gli stipendi degli ex dipendenti che erano rimasti indietro di alcune mensilità. Ci tengo che i miei lavoratori abbiano ciò che gli spetta. Nella causale del bonifico ho espressamente scritto “iscrizione e stipendi”. Se avanza qualcosa dovrà essere utilizzato per pagare il settore giovanile».

Spinelli sa bene però che quel contributo non basterà a far iscrivere la società alla serie D. E per oggi annuncia l’invio di un altro bonifico: «Ho già pronti altri 300mila euro per aiutare il Livorno – dice –. Ma come vi ho già spiegato, questi soldi arriveranno non appena avrò visto sul conto della società i 250mila euro che devono mettere i piemontesi. Mi aspetto che domani (oggi, ndr) facciano questo benedetto pagamento. Se serve, ripeto di essere disposto ad aiutare anche successivamente come sponsor».

In questo momento tuttavia proiettarsi sul futuro non ha senso: non è ancora chiaro se i piemontesi hanno trovato i 250mila euro, non è chiaro se i soci stamani copriranno le perdite e non è chiaro neanche – come scriviamo sotto – quale campo indicherà il Livorno per l’iscrizione. E tra poche suonerà la campana... —

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