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Beffa-Madera: la Fip sapeva che non poteva andare a Tokyo

A. M.
Beffa-Madera: la Fip sapeva che non poteva andare a Tokyo

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LIVORNO. Una regola assurda è comunque una regola. Ma in questo caso è talmente illogica che non permetterà a Sara Madera – una delle principali protagoniste del pre olimpico di Debrecen – di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo con la nazionale femminile di basket 3 contro 3.

Il problema che taglia fuori la pivot livornese – di recente tornata alla Reyer Venezia (Serie A1), dopo i prestiti a Le Mura Lucca (A2) e alla Pallacanestro Broni (A1) – riguarda il ranking internazionale del 3 vs 3 a livello individuale. Uno dei requisiti richiesti, infatti, è quello della presenza all’interno delle prime 50 giocatrici del proprio Paese in tale classifica. E sia Madera (che non aveva posizionamento prima delle avventure a Graz e Debrecen) che Santucci – l’altra esclusa – non figurano attualmente in questa fascia, a differenza delle altre sei, e per tale motivo non potranno decollare verso il Sol Levante il prossimo 16 luglio.

Sembra un fulmine a ciel sereno quello che ha spezzato il sogno della Madera e del movimento cestistico livornese e sul quale andrebbe aperta una severa riflessione dal momento che le regole di eleggibilità Fiba non sono state certo pubblicate nella giornata di lunedì e neppure di recente.

E invece non lo è, almeno a leggere quanto ieri ha raccontato l’allenatore livornese Luca Castiglione, il che rende ancora più incredibile questa storia: «Lo ha saputo, e io da lei 5’ dopo, mezz’ora prima del primo nostro allenamento individuale più o meno un mese fa. Come d’accordo non ne ho e non ne ha parlato con nessuno; immaginatevi con che magone dentro ha affrontato le mille interviste sull’avventura che l’aspettava».

Castiglione propone di trovare il modo di portare ugualmente Madera a Tokyo. «Sara ha dimostrato con i fatti che persona è, soffrendo in silenzio senza fare polemica. Sara dimostra che atleta è e che valori ha: è presente al raduno e con entusiasmo energia passione sta dando il 100% per la maglia, le compagne, lo staff, l’Italia pur consapevole del suo destino. La mia richiesta/proposta è questa e spero che chi può aiutarmi, facendola arrivare alle figure federali sportive competenti, lo faccia: perché non premiarla, magari con un ruolo tipo “capitano non giocatore” , visto l’apporto che ha dato al raggiungimento della qualificazione e che ora un regolamento già esistente a quel momento (e non una scelta tecnica quindi) le nega, e portarla a Tokyo comunque?».

Sicuramente Madera, che l’Olimpiade l’ha conquistata sul campo magiaro a suon di canestri, pick’n roll e tanta difesa, lo meriterebbe.



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