Gioco
«Non ricevo i tifosi né il sindaco ma Salvetti ora chiami l’indiano»
Spinelli da Montecarlo: «Maurya è l’unico disposto a mettere due milioni»
LIVORNO. Sono le 11 e mezzo del giorno dei giorni. L’assemblea dei soci è in corso. Chiamiamo Aldo Spinelli. Risponde al secondo squillo.
Spinelli, è a Torino o si è collegato dal computer?
«Macché, sono in viaggio per Montecarlo».
Ma è il giorno della verità per il Livorno.
«Non partecipo più. Ve l’avevo detto. I tifosi hanno deciso così, io sono fuori».
Ma ha letto il giornale? Sindaco, ultras e sportivi organizzati le chiedono un ultimo incontro?
«A me?».
Certo.
«Scusi, ma chi mi ha mandato via?».
Dunque non ha intenzione di incontrare i tifosi e il sindaco?
«Dopo 22 anni l’era Spinelli è finita. Non ricevo nessuno. Ognuno si assuma le sue responsabilità».
A chi si riferisce?
«Il sindaco è il maggiore responsabile di tutti: alimenta gli ultras e toglie il campo al Livorno».
Ma il Livorno non pagava l’affitto...
«Salvetti ci ha affossato. Chiede 300 euro al mese alla Pls e 12mila euro a noi. Lasci stare i trecento ultras, lui è il primo cittadino, è il responsabile della città. Abbiamo 180 giocatori, così fa un dispetto ai livornesi, non agli azionisti del Livorno».
Scusi, ma cosa dovrebbe fare Salvetti?
«Deve fare come il sindaco di Pisa che ha trovato un signor acquirente».
Da lei acquirenti se ne sono presentati molti, ma non ha concluso con nessuno. A proposito, l’offerta di Tisone è arrivata?
«Non ho visto nessuna offerta».
Di nuovo? Da Lugano giurano che sia stata inviata.
«Allora dica loro che se la mandano, la girino anche al giornale e al sindaco, così la valutate anche voi».
In realtà l’offerta è stata inviata, come confermeranno poi Gherlone nell’intervista a fianco e lo stesso Tisone. Ma Spinelli, almeno ufficialmente, non la sta prendendo in considerazione.
I tifosi però meritano una risposta diversa.
«Devono parlare con chi ha voglia di andare avanti in questa società, non con noi che siamo fuori».
Lei sa che per la Figc Spinelli è l’unico proprietario del Livorno?
«Non è così, ho gli atti del notaio che attestano che c’è stato il passaggio di proprietà. Abbiamo finito il 15 settembre del 2020, siamo usciti da tutte le cariche».
Ma per la Federcalcio la cessione non è stata riconosciuta. L’ha detto Gherlone, un rappresentante importante della società.
«C’era il notaio Segalerba, non scherziamo. In Italia vale il diritto civile, se permette».
Lei sa bene che la Figc prevede determinati requisiti nel Regolamento sulle acquisizioni di partecipazioni societarie in ambito professionistico...
«La Figc ha grosse responsabilità in questo casino. Ha fatto tesserare giocatori con la fideiussione falsa di Carrano e Heller, ha fatto tesserare giocatori e dirigenti che non potevano essere tesserati. Carrano ha messo dentro gente da 80mila euro».
Risulta che qualcuno di questi vostri dipendenti vi abbia pure fatto causa...
«E la perderanno. Anzi, ora avranno una denuncia alla procura della Repubblica. C’è il penale in queste cose. Se il Livorno sarà messo in liquidazione tutte queste cose usciranno fuori. Navarra sarà il primo a essere chiamato, ha svenduto i migliori giocatori e depauperato il patrimonio della società. Nunziatini tra due anni varrà 30 milioni, ora va all’Inter per 100mila euro».
Mezz’ora dopo l’assemblea dei soci finisce, proprio con la messa in liquidazione della società, come previsto da Spinelli.
Adesso cosa succede?
«Se mettono un milione e mezzo più i soldi che devono incassare da Nunziatini e Bogdan (per il quale non è detto che prendano solo 400mila euro), ne escono, così mi hanno detto i miei commercialisti».
Ma soldi non ce ne sono, lo sa.
«Allora il liquidatore vada dal sindaco e glielo dica».
E Salvetti che può fare?
«Si muova e contatti l’indiano. Mi pare l’unico disposto a mettere due milioni. Guardi che se uno vuole qualcosa e ha i soldi ci mette poco a prendersela. Io c’ho messo 48 ore per comprare il Livorno, ho pagato 5 miliardi di lire e in due giorni sono diventato presidente». —
Giulio Corsi
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