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L’aiuto di Spinelli ai piemontesi è arrivato: «Ho rinunciato al credito di mezzo milione con Livorno»

Giulio Corsi
L’aiuto di Spinelli ai piemontesi è arrivato: «Ho rinunciato al credito di mezzo milione con Livorno»

L’assemblea dei soci rinviata a venerdì prossimo, nove luglio, Gherlone & C. sperano di prendersi la società amaarnto già a metà settimana

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LIVORNO. Come avevamo anticipato sul giornale di ieri, l’assemblea dei soci programmata nello studio del notaio Valente di Torino si è conclusa con un nulla di fatto. Anzi, non è proprio iniziata. Tutto rinviato a venerdì prossimo, 9 luglio. Quel giorno il nuovo assetto societario del Livorno Calcio potrebbe essere già chiaro: il gruppo piemontese (Aimo, Presta, Sicrea) coordinato dal commercialista astigiano Pier Paolo Gherlone si è dato infatti l’obiettivo di chiudere l’operazione entro mercoledì 7.Operazione che, come scriviamo da alcuni giorni, dovrebbe portare al passaggio del 100% delle quote amaranto nelle mani dei sabaudi, con l’uscita definitiva di Navarra e Ferretti (quest’ultimo sempre più vicino al Rieti) che vedrebbero così andare in fumo i quasi 400mila euro investiti nella società (210mila il primo, 170mila il secondo).

Quella di ieri tuttavia non è stata una giornata vuota: Aldo Spinelli ha risposto positivamente ad una delle richieste dei piemontesi, vale a dire la rinuncia al credito di 516mila euro che aveva col Livorno. Quei soldi finiranno nel capitale amaranto e poi saranno girati sull’azzeramento delle passività del Livorno permettendo ai piemontesi di ridurre l’esborso che dovrebbe portarli alla piena proprietà della società, dunque non più 1,45 milioni, ma 934mila euro.È lo stesso sciu Aldo a raccontarlo: «Ho rinunciato ai 516mila euro. Ho mandato una lettera di rinuncia, in modo che possano essere felici. Adesso hanno tutta la possibilità di prendersi la società e riportare su il Livorno»In realtà Gherlone, parlando col Tirreno, aveva auspicato un passettino in più da parte dell’ex patron, vale a dire un aiuto a finanziare anche una parte dei 934mila euro mancanti.

Ma su questo da Genova è stata chiusa la porta: «È un anno che li aiuto, si mettano il cuore in pace e inizino a tirar fuori i soldi, che li hanno», ha affermato Spinelli.Aggiungendo: «Devono fare quello che non hanno fatto quest’anno. Bastava che ogni socio mettesse 200mila euro e ora non saremmo in queste condizioni. Io comunque sono fuori dai giochi. Con quest’ultima rinuncia ho fatto ancora la mia parte, ma la mia quota è zero, non partecipo più».Se Spinelli non contribuirà alla causa piemontese, riusciranno Aimo e soci ad arrivare alla cifra necessaria? Nel gruppo sabaudo c’è molto fermento da giorni e anche ottimismo. Secondo diverse fonti Gherlone sta cercando di coinvolgere nella cordata qualche altro imprenditore che ha già avuto esperienze nel calcio piemontese e il tentativo fatto con Maurizio Rullo, ex patron del Novara, potrebbe essere replicato. Anche perché, una volta risolto il problema societario, la partita economica non si sarà certo esaurita: ci sarà da rateizzare il debito con l’erario (su questo Gherlone ha sempre mostrato ampia fiducia), ci sarà da saldare il debito col Comune per lo stadio (senza il quale non sarà possibile iscriversi) e soprattutto ci sarà da fare una squadra in grado di vincere la serie D.

I piemontesi hanno calcolato i costi di gestione in un milione di euro per un campionato di vertice. Ammesso che bastino, andranno trovati... Stiamo parlando con una serie di "se", il primo dei quali è che davvero la società passi completamente nelle mani del gruppo piemontese. Cosa probabile ma non certa al 100%. Perché le altre piste non sono chiuse: a quanto fa sapere l’imprenditore italo-svizzero Walter Tisone l’interesse verso il Livorno è intatto, ma ad una condizione, che la società passi completamente nelle sue mani. Tisone - che pure nelle settimane scorse ha interagito con Presta in maniera positiva - non vuole (almeno adesso) compagni di strada. E dunque è improbabile un suo coinvolgimento nell’operazione piemontese. E la stessa posizione è quella dell’indiano Maurya, che attraverso l’advisor Benigni continua a monitorare la situazione, ma che oggi sembra lontano dall’acquisto. --

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