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Spinelli-piemontesi, accordo vicino e nella partita sta rientrando Tisone

Giulio Corsi
Spinelli-piemontesi, accordo vicino e nella partita sta rientrando Tisone

L’assemblea di oggi finirà in un altro rinvio, l’appuntamento dal notaio sarà spostato al 9 luglio Gherlone: «Mancano soltanto le ultime limature». L’operazione estrometterà Navarra e Ferretti

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Giulio Corsi

LIVORNO. È il giorno dei giorni, ma nessuno si illuda che stasera arrivi la svolta sul futuro amaranto: alla fine la montagna partorirà il topolino.

A Torino, nello studio del notaio Marco Valente, è in programma l’assemblea dei soci, che anche stavolta – a meno di eventi clamorosi dell’ultimo momento – finirà in un nulla di fatto.

Il motivo? Ufficialmente poiché si tratta di un’assemblea in prima convocazione, di fatto perché la trattativa tra Aldo Spinelli e il gruppo piemontese continua serrata ma ancora la quadra definitiva per arrivare dal notaio con una soluzione non c’è. E così serviranno altri giorni per giungere alla seconda convocazione fissata per venerdì 9 luglio con l’accordo apparecchiato.

Quale accordo? In sostanza quello che il Tirreno aveva raccontato nei giorni scorsi: i piemontesi (con l’aiuto di Spinelli) ricapitalizzano e si prendono tutta la società, Rosettano Navarra e Mauro Ferretti vedono azzerarsi le proprie quote e sono fuori. E Spinelli? Anche lui uscirà (ha detto più volte di non voler più neanche un’azione del Livorno), ma resterebbe come sponsor sostenitore...

A proposito di Mauro Ferretti merita di raccontare che il suo nome è accreditatissimo in questi giorni per l’acquisto del Rieti Calcio in cordata col procuratore Francesco Zavaglia.

Chiusa questa parentesi, le novità in casa amaranto sono anche altre. Perché nella partita che stanno giocando i piemontesi potrebbe rientrare anche Walter Tisone, l’imprenditore italo-svizzero con importanti affari nel mondo dei software. «C’è ancora una porta aperta», spiegava ieri al nostro giornale Pier Paolo Gherlone, responsabile amministrazione finanza e controllo della società amaranto e coordinatore del gruppo sabaudo.

Tisone potrebbe essere coinvolto in un secondo momento, dopo l’azzeramento del capitale sociale e la ricapitalizzazione a 10mila euro. A quel punto potrebbe rilevare il Livorno da solo (come auspicava inizialmente) o magari iniziare una joint venture con Aimo & Co.

«Il primo obiettivo deve essere la messa in sicurezza della società e l’iscrizione – dice Gherlone –, poi valuteremo eventuali scenari futuri».

In questo senso l’accordo tra piemontesi e Spinelli sembra aver preso la china giusta. «Siamo fiduciosi», continua il commercialista amaranto. «La quadra è molto vicina, l’assemblea slitterà al 9 luglio ma al 90% troveremo l’accordo prima. Stiamo solo limando gli ultimi dettagli».

Nell’accordo c’è la disponibilità di Spinelli a rinunciare ai 516mila euro di credito che vanta dal Livorno trasformandoli in capitale sociale e a versare una parte dei 934mila euro mancanti per arrivare a 1,45 milioni necessari per azzerare le passività del Livorno, con i piemontesi che verserebbero l’altra parte. —

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