Gioco
Jolly, l’addio di Pistolesi per il futuro Balestri in pole
Ora c’è anche l’ufficialità della società che spera nel ripescaggio in serie A L’ex allenatore: «Ci sono state divergenze ma quattro anni bellissimi»
Donatella Domenici
LIVORNO. La decisione era nell’aria. Già dopo la fine dei playout che hanno portato alla retrocessione. Coach Marco Pistolesi non sarà più allenatore del Jolly Acli. La società di Parisi-Paoli, ha ufficializzato la fine del rapporto di collaborazione, che durava da quattro anni. «La società – si legge – ringrazia sentitamente Pistolesi per il suo grande contributo che ha permesso al Jolly di arrivare in A2, e gli augura un percorso professionale ricco di soddisfazioni e successi futuri». Adesso dunque via con il toto allenatore del Jolly (sulla carta serie B). Rumors, che per adesso restano solo tali, assicurano che la società rosablu punti al ripescaggio in A2 e che, se così fosse, la possibilità di diventare società satellite del Faenza Basket diventi realtà. Per il nome del head coach invece, anche qui solo voci. Si parlava di un ritorno in pista di Paolo Balestri, guru del femminile livornese, ma il diretto interessato, nega. Dunque il ciclo con Marco Pistolesi è arrivato alla conclusione. «È stato un periodo ricco di emozioni e me lo porterò nel cuore tutta la vita. Quest’anno – dice – devo sono state più le amarezze delle soddisfazioni perché abbiamo vinto poche partite e abbiamo finito con la retrocessione. Abbiamo avuto sfortuna in qualche caso, ma, se il risultato sportivo non è arrivato, è stato demerito. Potevamo fare qualcosa di più, lo sport per quanto bello è anche crudele ed evidentemente non ci siamo meritati sul campo la categoria, ed è giusto a mio avviso farsi da parte, con grande amarezza, ma con una certezza: quella di aver dato tutto quello che potevo e che avevo da dare, quindi con la coscienza a posto». Sui rapporti della società spiega: «Dopo quattro anni è normale che si chiuda un corso, anche a prescindere dal risultato sportivo che forse ha solo accelerato un qualcosa di fisiologico. Qualche diversità di vedute su alcune scelte fatte quest’anno c’è stata, ma cose che fanno parte del normale confronto e del ruolo che uno occupa». Parlando delle sue ragazze dice: «In questi anni (due di B con promozione in A2 ottenuta in campo, ndr), non con tutte le giocatrici allenate è andato tutto liscio, cosa del resto normale in un confronto giocatrice-allenatore. Ma una cosa è sicura e non è mai mancata, il rapporto di stima che per alcune (vedi le tre livornesi doc Ceccarini, Simonetti e Sassetti) è andato oltre il campo da gioco». Il futuro? «Mi sto guardando intorno, vagliando alcune proposte. Ovvio che questi quattro anni al femminile mi hanno fatto imparare, conoscere e apprezzare un mondo prima quasi sconosciuto, e quindi non mi dispiacerebbe rimanerci (si parla di Lucca ndr). Così come mi piacerebbe rientrare nel maschile. L’importante è stare in palestra». —
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