Il Tirreno

Livorno

Spinelli ora vuole vedere i soldi

Federico Lazzotti
Spinelli ora vuole vedere i soldi

L’ex presidente ai piemontesi: «Facciano una proposta concreta. Per adesso ci sono solo parole»

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Livorno. Sono le 18.40 quando l’ex presidente del Livorno calcio Aldo Spinelli – figura chiave per il futuro amaranto nonostante abbia il dieci per cento delle quote – risponde al telefono. Quella di ieri doveva essere una giornata chiave in vista dell’assemblea dei soci di domani: un incontro in programma alle tredici tra i commercialisti e gli avvocati di Spinelli e quelli dei piemontesi (Presta, Aimo e Sicrea). Ieri, infatti – tramite Pier Paolo Gherlone – il gruppo si è detto disponibili a rilevare il cento per cento delle quote amaranto a patto che «l’ex presidente accetti di convertire a capitale i 516 mila euro che ha già messo nel Livorno e che adesso vanta come credito. A quel punto l’esborso necessario non sarebbe più di 1,45 milioni ma di 934 mila euro».

Spinelli da parte sua racconta di non sapere nulla dell’esito della riunione. «Mi sento fuori da tutto, non ho parlato con nessuno. Se hanno parlato con avvocati e commercialisti me lo diranno. Per ora, però, non mi hanno detto niente». Difficile capire se si tratti di una strategia oppure no. Fatto sta che Spinelli, da un lato, ripete «di essere ormai fuori dal Livorno visto che il capitale sociale è stato azzerato». E di aver «fatto quello che dovevo per la stagione 2020-2021». Ma aggiunge anche che nel caso in cui ci siano degli acquirenti capaci di effettuare proposte concrete le valuteremo. Perché teniamo al Livorno e siamo pronti a dare una mano».

La sintesi è in una battuta che Spinelli si lascia scappare: «Le biciclette le porta via il vento, mentre i soldi vanno in banca». La traduzione è semplice: per adesso nessuno degli acquirenti o aspiranti tali hanno tirato fuori un euro. Su questo l’ex presidente fa un esempio concreto. «Ho letto sul giornale che i piemontesi vogliono che azzeri il mio credito con la società di poco più di mezzo milione di euro. Ecco. A questo sono anche disponibile. Ma devo capire perché io con il dieci per cento devo mettere quella somma, mentre gli altri non tirano fuori un euro. Faccio solo un esempio. Se in proporzione gli altri cinque soci avessero messo nelle casse della società una cifra simili alla mia, a questo punto il Livorno sarebbe tranquillo».

Invece il rischio è che domani, se non si troverà un accordo, il Livorno calcio possa esser messo in liquidazione. A quel punto gli scenari sono diversi ma tutti molto complicati. Cosa deve accadere per salvare il futuro amaranto lo ha spiegato sempre Gherlone. «Noi – ha ripetutto – abbiamo il 49 per cento e dunque venerdì non potremo deliberare da soli l’azzeramento del capitale sociale che estrometterebbe Lucentissima e Navarra e ci farebbe ripartire col cento per cento. È fondamentale che partecipi anche Spinelli per avere la maggioranza e deliberare, perché chiaramente Navarra non voterà certo per azzerare le sue quote, ma per la sterilizzazione. Se Spinelli non rinuncia al suo credito di 516 mila euro e non ci dà una mano, sarà tutto difficile». —

Federico Lazzotti

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