Il Tirreno

Livorno

pro livorno sorgenti 

Niccolai: «Per me la Pls è la priorità ma nulla è deciso»

Dario Serpan

3 MINUTI DI LETTURA





Dario Serpan

LIVORNO. Matteo Niccolai abbraccia sua figlia Vittoria in mezzo al campo dell’Armando Picchi, al termine del saluto che squadra e staff rivolgono al pubblico per la chiusura della stagione 2020/21.

È l’immagine più bella e significativa di un’annata intensa, fatta anche di emozioni contrastanti, dentro e fuori dal rettangolo verde.

Dopo il 3-2 incassato sabato dall’Aglianese, la Pro Livorno Sorgenti chiude il campionato al settimo posto con 48 punti, frutto di 14 vittorie, 6 pareggi e 14 sconfitte. Quarto miglior attacco del torneo con 56 reti fatte e una difesa che non brilla altrettanto per rendimento (ben 59 i gol subiti), ma la permanenza in serie D al primo anno non è mai stata in discussione e questo rappresenta un valore assoluto per una società di quartiere. Che adesso si gode i risultati raggiunti, mentre già pianifica la prossima stagione perché non c’è mai tempo da perdere.

Che bilancio fa, intanto, mister Niccolai del torneo appena concluso?

«Da debuttanti in serie D abbiamo affrontato bene il campionato. Siamo partiti alla grande e abbiamo presto capito di poterci stare. Poi, non lo nascondiamo, abbiamo avuto un calo clamoroso nel girone di ritorno, ma questo è un torneo vero, nazionale, con un girone come il nostro che si è rivelato molto difficile. Abbiamo trovato squadre forti e organizzate, ci siamo confrontati con tutti con grande orgoglio e i risultati sono venuti. Abbiamo messo in cascina tanti punti e tanti li abbiamo persi per nostra ingenuità».

Che messaggio rivolge alla squadra?

«I ragazzi devono capire in fretta come superare i limiti espressi quest’anno per affrontare il prossimo campionato di serie D, che dovrà essere quello della riconferma. Non ho niente da rimproverargli sotto il profilo dell’impegno e li ringrazio tutti per la disponibilità che hanno dato: chi ha giocato di più e chi meno. Sono chiamato a fare delle scelte, loro sanno che le faccio sempre per il bene della squadra, in modo onesto. Penso di comportarmi bene con tutti».

Si chiude il campionato con due sconfitte e un sogno playoff sfuggito all’ultimo. Che effetto fa?

«Dopo aver perso il treno dei playoff a Corticella, volevamo superare i 50 punti al primo anno di D. Così non è stato perché abbiamo incontrato un avversario come l’Aglianese, anche se almeno due suoi gol sono frutto di nostri errori, di reparto o individuali, e questo mi fa arrabbiare perché ci complichiamo spesso la vita da soli, cadendo sempre nei soliti sbagli. È successo tante volte quest’anno. Però la reazione c’è sempre stata, perché questa squadra la ha nel proprio Dna e si è vista anche contro l’Aglianese. Abbiamo perso, ma fino all’ultimo abbiamo tentato di rimontare».

Rossi arriva a 100 gol in maglia biancoverde e Camarlinghi chiude in doppia cifra. Due giocatori così sono fondamentali…

«Merito a loro, che sono le nostre bocche da fuoco, ma se ci sono arrivati è anche grazie al lavoro di tutti i compagni».

Come immagina la Pls del domani?

«Non penso che la Pro Livorno Sorgenti sarà una meteora in serie D. Lavoreremo, la società lavorerà per rendere ancora più competitiva la rosa».

Lapsus freudiano: se dice «lavoreremo» vuol dire che allenerà i biancoverdi anche nella prossima annata?

«Sono qui da 8 anni e mi viene naturale parlare in questi termini. Ma la realtà è che dovrò incontrare la società per capire cosa sarà del mio futuro. Come ho più volte detto, per me la Pro Livorno Sorgenti ha la priorità, ma questo non significa che resto al 100%. Non so ancora se sarò confermato e se rimarrò. Intanto mi godo il settimo posto e i 48 punti». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa